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Assistiamo sgomenti e arrabbiati alla ripresa degli scontri tra governo israeliano e Hamas, che hanno come prime vittime i civili. Ma sappiamo bene che la responsabilità della continua tensione che si vive in quei territori è la politica fascista, razzista e fanatica del governo israeliano, che pratica quotidianamente un regime di apartheid paragonabile a quello sudafricano degli anni passati. Ogni giorno la popolazione palestinese è sottoposta ad arbitri, violenze, espropri di terreni, vessazioni di ogni tipo, come fosse normalità, nel silenzio del mondo. A Gaza si vive come in un carcere a cielo aperto.

La conseguenza voluta di questa situazione sono le strumentalizzazioni di fanatismi politici e religiosi, come Hamas o altre organizzazioni simili, portatrici di una cultura oscurantista che combattiamo.

Assolutamente insopportabile quindi è l’ipocrisia criminale delle nostre istituzioni e dei partiti che le compongono, che di fatto si sono schierate totalmente dalla parte del governo israeliano, tirando in ballo questioni come il diritto – giusto-  all’esistenza di Israele, che non è in discussione oggi (mentre evidentemente lo è l’ autodeterminazione del popolo palestinese), ed evitando di assumere l’unica posizione umana: la fine dell’apartheid contro la popolazione palestinese.

Complice di questa ipocrisia, è anche la stampa asservita e acritica, che perde ogni credibilità e dignità, con le sue cronache a senso unico, che di fatto negano la totale asimmetricità di questo conflitto e non dicono che è nato dall’ennesimo tentativo dei coloni e della destra religiosa israeliana di cacciare famiglie arabe dai quartieri di Gerusalemme nei quali vivevano da decenni, così come stanno facendo con le loro terre.

Senza giustizia non ci può essere pace

Solidarietà ad ogni popolo oppresso, qualunque sia il colore di chi lo opprime.

USI-CIT




Fonte: Usi-cit.org