Maggio 20, 2021
Da Filomena *filo* Sottile
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Comunicato di solidaità congiunto di Filo Sottile e Valentine aka Fluida Wolf

La crisi pandemica è un prodotto del neoliberismo. Il dissesto del sistema sanitario, del welfare, scolastico, lo smantellamento delle reti sociali in questi quattordici mesi sono diventate lampanti. Sono queste le condizioni ideali in cui l’azione del capitale si dispiega al meglio: arricchendo i ricchi, impoverendo le persone povere, peggiorando le condizioni di vita delle persone razzializzate, delle donne, delle persone trans e non-eteronormate, di quelle con diversa abilità o che, come le persone piccole, non producono utile.
Ora le temperature si alzano, i contagi scendono, le restrizioni si allentano. Vediamo i viali della nostra città traboccare di dehors e tavolini. È tornata la cosiddetta normalità? Forse. Ma questa normalità è ancora più discriminante di prima e – un esempio fra tanti possibili – i luoghi in cui poter studiare e praticare forme di aggregazione autogestite sono pochi e soggetti a pesantissime limitazioni.

Il 13 maggio scorso, al termine della presentazione di *Postporno* e di *La
mostruositrans*, i/le/lu occupanti dell’aula C1 del Campus Einaudi di Torino avevano rotto i sigilli, riaperto le porte e ricominciato a mettere a disposizione spazi per lo studio, il confronto e la socialità svincolata dal business. Puntualissima l’altro ieri mattina, dopo soli quattro giorni, la repressione si è nuovamente abbattuta su di loro. La polizia ha identificato le persone presenti e posto nuovamente i sigilli.

Nonostante tutto, gli appuntamenti della C1 non si fermano. All’aperto continuano dibattiti, confronti, tavoli e sedie per studiare, musica e socialità e iniziative di vario tipo.
Pensiamo sia importantissimo posizionarsi, portare la nostra solidarietà a chi fa vivere questi spazi nonostante tutto, attraversarli insieme a loro, riappropriarci di modelli “altri” del vivere quotidiano.
Lə studentə non sono sacchi da riempire di nozioni. Non è questa la “formazione, non è questo il “sapere”. L’università dovrebbe incoraggiare le forme di aggregazione che consentono di sviluppare saperi e posizionamenti critici rispetto all’esistente, soprattutto quando si danno in luoghi attraversabili da tuttə e che non praticano l’esclusione sociale.

Ci preme ricordare l’inaccettabile motivazione che sta dietro all’imposizione dei sigilli messi un anno fa diffondendo le parole scritte dalla C1: “L’aula è stata messa sotto sequestro dopo i fatti accaduti il 13 febbraio 2020 : Il Fuan, organizzazione universitaria neofascista, sessista, razzista e xenofoba, si era presentato al CLE scortato dalla polizia con l’intento di volantinare contro il convegno “Fascismo, Colonialismo, Foibe”. Subito numerosə studentə si sono attivati per dimostrare che fascisti e polizia in università non sono ben accetti e non lo saranno mai, ma le forze dell’ordine si sono
schierate a difesa dei fascisti, manganellando brutalmente gli/le studentə antifascistə e portando in carcere tre di loro. Nelle ore e nei giorni seguenti la mobilitazione non si è fermata.
Unito non solo ha permesso a questi gruppi fascisti e alle forze dell’ordine di entrare negli spazi universitari, ma non si è mai espressa né riguardo alle azioni violente della polizia contro chi cercava di contestare questa presenza né riguardo alle limitazioni della libertà che hanno poi colpito chi è statə denunciatə. Inoltre non si è espressa sul sequestro dell’Aula C1, luogo in cui scambiare saperi e conoscenze, dove si organizzano eventi
culturali e di socialità.
A quanto pare l’Università di Torino tollera il fascismo e i suoi ideali, ma non accetta che ci siano luoghi autogestiti e attraversati da studentə.
A un anno di distanza dai fatti molte di queste misure cautelari non sono ancora state tolte nonostante le indagini si siano chiuse a gennaio del 2020, continuando così a privare della libertà personale coloro che difendono i valori dell’antifascismo.
Il 24 Maggio si terrà l’udienza preliminare di questo assurdo processo e ancora una volta c’è bisogno della solidarietà di tutti e tutte. Diversi sono i capi d’accusa che vengono imputati tra cui: resistenza, violenza privata, lesioni e addirittura rapina, un’accusa molto grave e ridicola che si cercherà di far cadere in sede di processo insieme a tutto il resto dell’aleatorio impianto accusatorio che la questura torinese ha messo in piedi per reprimere chi contesta il fascismo e cerca di rendere l’università un luogo aperto a tuttə e senza discriminazioni”.

Insieme alla C1, vogliamo rilanciare l’appuntamento del 24 MAGGIO alle ORE 9 davanti al Tribunale di Torino. Un appuntamento che ci riguarda tuttə.
L’antifascismo non si condanna, come non si condannano le forme di aggregazione e i luoghi di produzioni di sapere lontani dalle logiche del profitto.
Semmai si supportano e si sostengono.
Alle/ai/allu occupanti dell’aula C1 va la nostra solidarietà.

19 maggio 2021

Valentine aka Fluida Wolf e Filo Sottile




Fonte: Filosottile.noblogs.org