246 visualizzazioni

Un gruppo di carcerati della Dozza ha deciso di destinare un contributo in buoni pasto alle attività della Colonna solidale autogestita, che con l’occasione sottolinea la situazione “estremante rischiosa” che si vive all’interno della casa circondariale tra sovraffollamento e minaccia Covid.

19 Gennaio 2021 – 13:01

Il mondo esterno tende a dimenticarsi di loro. Ma dai carcerati della Dozza, nonostante le condizioni di estrema difficoltà in cui si trovano a vivere, arriva un un gesto capace di ricordare a tutte/i il valore della solidarietà. “Questo venerdì durante le nostre attività di raccolta e distribuzione delle spese solidali è arrivata una donazione in buoni pasto da parte di un gruppo di detenuti del carcere della Dozza”, racconta la Colonna solidale autogestita. “Questa notizia ci ha naturalmente riempite di gioia ed è la dimostrazione che la solidarietà non conosce muri e sbarre”, aggiunge la Colonna, ricordando che “nelle carceri continua a esserci una situazione estremante rischiosa. A causa principalmente del sovraffollamento il rischio di ammalarsi di Covid-19 è molto alto, nel solo carcere della Dozza a dicembre 2020 erano 50 i positivi su 700 detenuti, 200 in più rispetto alla capienza massima, questione che rende difficoltoso anche l’isolamento e la cura dei malati. Tutto ciò non stupisce visto che molto poco è stato fatto per diminuire le presenze in carcere tramite l’applicazione di misure alternative, nonostante gli appelli delle associazioni, gli scioperi della fame dei detenuti e le proteste di marzo 2020 quando 14 detenuti persero la vita in diverse carceri italiane”.

Come Colonna Solidale “durante la prima ondata pandemica abbiamo sostenuto la campagna ‘Facciamoli uscire!’ dedicata al sostegno delle purtroppo poche persone detenute che hanno potuto usufruire del decreto sfolla carceri (promossa dall’Associazione Bianca Guidetti Serra e dall’Associazione di mutuo soccorso per il diritto di espressione). A causa delle mancanza di un domicilio adatto infatti molti detenuti, pur avendo tutti i requisiti, non sono potuti uscire dal carcere nonostante l’emergenza sanitaria e nonostante la presenza nel territorio di strutture idonee per ospitare molte di queste persone e la disponibilità di fondi regionali (campagna #unacasaperuscire promossa da Vag61). Ringraziamo ancora una volta queste persone e continuiamo a far nostre le lotte per la libertà di tutti e tutte”.




Fonte: Zic.it