Novembre 21, 2022
Da Inferno Urbano
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Purtroppo la situazione del nostro compagno non è cambiata molto. Ecco un riepilogo dei pochi nuovi sviluppi, rispetto all’ultimo comunicato apparso su Internet lo scorso aprile. Finora abbiamo sempre detto che, da un punto di vista giuridico, uno dei problemi da risolvere ha a che fare con una deliberata confusione nell’applicazione di uno specifico Codice Penale. Il Codice del 1973 (che corrisponde a una condanna di 30 anni con l’applicazione dei vari benefici accumulati in questi decenni), in vigore al momento della sentenza per i fatti del 1990. E il codice del 1995 (che corrisponde a una condanna a 20 anni senza l’applicazione dei benefici di cui sopra), più favorevole in termini di calcolo della pena.

Ricordiamo che, teoricamente, si dovrebbe sempre applicare il Codice penale più favorevole all’imputato, ma sappiamo che il “sempre” varia a seconda di chi è… Gabriel continua a essere quello che è sempre stato, e la sua determinazione, la sua costanza e la sua chiarezza non giocano certo a suo favore. In ogni caso, Codice penale del 1973 o Codice del 1995 che sia, Gabriel sarebbe già dovuto essere libero, perché è stato in prigione per troppi anni.

Con la lentezza dei tempi biblici, il 5 luglio è arrivata la buona notizia: la sua pena potrebbe essere ricalcolata a 20 anni (dovrebbero restituirgli molti anni di vita). Come sempre, le cose non sono facili, i tempi della giustizia di Stato sono fisiologicamente lunghi e bisogna aggiungere i tempi della vendetta politica. Detto fatto: questa buona notizia corrisponde in realtà al pronunciamento del Pubblico Ministero, ma l’ultima parola spetta al giudice, che deve solo confermare quanto detto dal collega e poi presentare il nuovo calcolo agli altri tribunali competenti. Non è difficile immaginare come questo giudice si stia prendendo tutto il tempo possibile (non avendo una scadenza formale) e non abbia comunicato nulla fino ad ora. Non c’è da stupirsi: se avessero applicato la legge Gabriel a quest’ora sarebbe già libero!

Perché stupirsene? Inoltre, il 6 luglio scorso, all’indomani di questa buona notizia, il processo per l’Operazione “Scripta Manent” (vi invitiamo a leggere maggiori informazioni “online”) si è concluso con condanne esorbitanti nei confronti di diversi compagni, tra cui Gabriel: 2 anni per istigazione a delinquere! Si tratta di una sentenza definitiva senza possibilità di appello che, al momento, non è ancora stata consegnata allo Stato spagnolo sotto forma di OEDE (Estradizione e mandato di arresto europeo)… in quanto l’emissione da parte dello stato Italiano è del tutto arbitraria (un libero arbitrio del tutto legale per pene da 1 a 4 anni). Quindi l’ennesimo limbo legale.

Nonostante questo quadro repressivo, Gabriel sta bene e si mantiene in forma sia fisicamente che mentalmente, ed è sempre dalla parte di chi combatte con dignità senza vendersi al nemico.

Potrebbero passare mesi o addirittura anni prima di rivedere il nostro compagno in libertà. È importante continuare a mostrare la nostra solidarietà con le sue azioni.

Libertà per Gabriel Pombo Da Silva! Libertà per tutti!

Fonte: noticiasanarquistas.noblogs.org

Traduzione: Inferno Urbano




Fonte: Infernourbano.altervista.org