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La segreteria generale di Palazzo D’Accursio “vuole bloccare l’iter della proposta qualificandola come ‘illegittima’. Si tratta di una decisione molto grave che limita in modo arbitrario la partecipazione dei cittadini”, sostiene D(i)ritti alla città, annunciando nuove “iniziative per chiedere che la proposta di delibera arrivi in Consiglio”.

09 Luglio 2022 – 18:58

“Il Comune di Bologna vuole bloccare l’iter della Proposta di delibera di iniziativa popolare sugli spazi pubblici dismessi che abbiamo presentato a metà giugno”. Così D(i)ritti alla città in un comunicato. “La delibera di iniziativa popolare è uno strumento di partecipazione democratica previsto dallo Statuto del Comune di Bologna. La nostra rete- ricordano le/gli attiviste/i- ha deciso di utilizzarlo per portare in Consiglio comunale una proposta ‘dal basso’ su un tema cruciale per la città: il riuso e la rigenerazione del grande patrimonio di spazi pubblici dismessi. Su di essi incombe un enorme processo di privatizzazione e speculazione edilizia. La proposta di delibera di iniziativa popolare intende affrontare il tema in modo organico, proponendo soluzioni concrete che salvaguardino la destinazione pubblica degli spazi, garantiscano la loro redditività sociale e promuovano gli usi collettivi e le forme di autogestione, ribaltando le politiche intraprese dall’amministrazione comunale negli ultimi anni. La segreteria generale del Comune vuole bloccare l’iter della proposta qualificandola come ‘illegittima’. Si tratta di una decisione molto grave che limita in modo arbitrario la partecipazione dei cittadini, sempre sbandierata dall’amministrazione comunale ma sistematicamente negata quando si tratta di iniziative autonome ed indipendenti e quando si vanno a toccare questioni di enorme importanza per il futuro della città. Le motivazioni avanzate sono sbagliate e pretestuose”, scrive D(i)ritti alla città, convocando una conferenza stampa per martedì nel cortile di Palazzo D’Accursio: in quell’occasione “spiegheremo la nostra risposta e le iniziative per chiedere che la proposta di delibera arrivi in Consiglio comunale”.




Fonte: Zic.it