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Studentesse e studenti mettono tende da campeggio nei corridoi dell’ateneo contro l’emergenza abitativa. Le richieste sono “alloggi per gli idonei non assegnatari degli studentati, Università garante degli affitti concordati, condono di more su tutti i ritardi delle tasse, recupero di spazi vuoti da convertire in case per studentə, stop ai ricatti di merito e temporali”.

01 Dicembre 2021 – 20:24

“Stiamo occupando ora il Rettorato in via Zamboni 33!”. Il messaggio arriva da studentesse e studenti di Split, lo spazio universitario in via San Giacomo 11, che nelle scorse settimane avevano occupato simbolicamente The Student Hotel in via Serlio, rivendicando interventi che pongano un freno all’emergenza abitativa in città. Spiegano le e gli occupanti: “Dal 6 Maggio 2021, giorno dell’occupazione degli spazi di Via San Giacomo 11, le storie di tante studentə e precariə di questa città si sono intrecciate. Non avere un tetto sopra la testa, e se ce l’hai molto spesso ù in appartamenti fatiscenti con prezzi esorbitanti, rincorrere le scadenze di CFU imposte dall’Università per non perdere la borsa di studio, lavorare a nero con paghe con cui a malapena si riesce a pagare l’affitto: ù la vita che tantə di noi attualmente vivono, ma sicuramente non ù quella che vogliamo! La rabbia accumulata ù tanta, ormai troppa, inarrestabile. Per questo motivo dopo aver portato la nostra voce in ogni angolo della zona universitaria, oggi abbiamo deciso di prenderci il cuore dell’università, le stanze dove c’ù chi quotidianamente specula sulla nostre vite disinteressandosi dei nostri problemi, dei nostri bisogni e dei nostri sogni”.

Queste le richieste di attiviste e attivisti: “Alloggi per gli idonei non assegnatari degli studentati; UniversitĂ  garante degli affitti concordati; Condono di more su tutti i ritardi delle tasse; Recupero di spazi vuoti da convertire in case per studentə; Stop ai ricatti di merito e temporali. Non ci fermeremo fino a quando tutto ciĂČ non sarĂ  realtĂ ! Raggiungici all’occupazione in via Zamboni 33! #Splitovunque”. Anche il Cua partecipa all’occupazione e rilancia dalle sue pagine sui social network l’iniziativa: “Oggi, stanchə del silenzio assordante dell’UniversitĂ  di Bologna, esasperatə dalla violenza che esercita, da tempo, sulle nostre vite, tra scadenze sempre piĂș vicine, pagamenti improrogabili e CFU da rincorrere, abbiamo deciso di occupare il rettorato. È arrivato il momento della resa dei conti e delle prese di responsabilitĂ , vogliamo essere, finalmente, ascoltatə e pretendiamo una risposta! Cosa vogliamo : -la presa in carico, da parte dell’UniversitĂ , di ogni idoneo non beneficiario -prezzi calmierati per gli affitti, col rettore come garante -il recupero di spazi vuoti da adibire a case per studentə -la fine, immediata, di ogni ricatto temporale e di merito. Siamo stanchə, vogliamo riscatto! Vogliamo una vita bella! Raggiungeteci!”.




Fonte: Zic.it