Novembre 18, 2021
Da Infoaut
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Ieri sera a Bologna, città tristemente assurta ai vertici delle cronache come la seconda più cara d’Italia, studentə e precariə hanno occupato simbolicamente la hall di The Student Hotel.

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Quella stessa catena di studentati di lusso che, con fare coloniale ed il plauso delle autorità locali, si è insediata in numerosi quartieri popolari del nostro paese – contribuendo all’incremento degli affitti e all’espulsione dei loro abitanti; e nella fattispecie della città felsinea, rivendicando di aver soppiantato l’occupazione abitativa dell’Ex Telecom – che aveva dato un tetto a decine di nuclei familiari in difficoltà. La pretesa dei/lle occupanti era quella non solo di esigere una netta inversione di tendenza rispetto all’aumento indiscriminato del costo della vita in ogni sua forma e la garanzia al diritto all’abitare; ma di accedere a quella vita piena e godibile preclusa da decenni di propaganda, mistificazioni e politiche neoliberali.

Inizia così la campagna #splitovunque, di cui riportiamo il comunicato ed un videomessaggio dalle pagine di SPLIT – Spazio Per Liberare Il Tempo e CUA Bologna

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È ormai novembre, mese in cui si potrebbe dire “les jeux sont fait”. A questo punto dell’autunno, la folle ondata di ricerca di casa giunge a un suo (almeno apparente e momentaneo) picco, in cui: qualcun ha forse avuto la “fortuna” di trovare un tetto sotto cui stare, qualcun altr si sta ancora arrangiano nei modi più improbabili pur di non abbandonare la ricerca di casa e chissà quant però sono stat costrett a tornare nelle proprie città rinunciando alla prospettiva di una vita universitaria.

Non crediamo che tutto ciò sia una fatalità. La situazione abitativa a Bologna, per la comunità studentesca, e non solo, ha raggiunto dei livelli disumani, in un contesto ancora più precario per gli effetti di due anni di pandemia. I prezzi delle camere non tengono minimamente conto delle fragili possibilità economiche di chi si accinge a vivere Bologna, ed è uno scempio quanto queste camere e queste case siano spesso fatiscenti, microscopiche e inaccoglienti. Le condizioni di vita negli studentati pubblici non sono di certo migliori: in questi ultimi il ricatto del prezzo viene solo sostituito con il ricatto del merito, venendo sottoposti a ritmi di studio folli per poter aver confermata la borsa di studio e l’alloggio. Inoltre ci si trova costrett a vivere in vere in veri e propri dormitori, spesso con delle fattezze da ghetto lontano dal centro e con una gestione interna della vita comune asettica e opprimente.

Ma, con tutti i limiti del caso, aver trovato un posto letto in studentato o una casa fatiscente, è già un “gran risultato” in quella giungla metropolitana che è Bologna. I posti in studentato sono del tutto insufficienti a soddisfare il bisogno annuale di posti letto a prezzo calmierato, producendo ciclicamente l’esclusione di gran parte della comunità studentesca ritenuta idonea, il tutto con una soglia per il beneficio che non è minimamente rappresentativa della reale condizione economica di ognun di noi.

D’altro canto le stanze ci sono, ma sono spesso tenute vuote per la speculazione immobiliare o destinate a fini più redditizi, vedi b&b, studentati di lusso, etc.

Non siamo dispost ad accettare questa guerra della miseria, pretendiamo case e non sgabuzzini, le vogliamo accessibili senza il ricatto economico o del merito, le desideriamo subito! 

#splitovunque

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Fonte: Infoaut.org