Luglio 3, 2022
Da Finimondo
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In tempi di lasciapassare sanitari e vaccini obbligatori, di razionamento dell’acqua e sospensione dei diritti, la vita umana viene programmata nel suo contenuto da un algoritmo, mentre la sua forma è ridotta ad un ossessivo protocollo da seguire. Le emergenze si susseguono l’una dopo l’altra, in una frenesia che esige decisioni drastiche e cieca obbedienza. Quando ogni minima libertà ed ogni autonomia vengono sacrificate, ci sembra quanto mai urgente provare a prendersi il tempo e lo spazio per riflettere su cosa sia il totalitarismo: una possibile deriva o la via maestra di ogni sistema di potere?
A fornircene l’occasione è un documentario realizzato in Francia nel 2017, in cui si ripercorre la storia incrociata di due scrittori inglesi — il sovversivo proletario George Orwell e il benestante mondano Aldous Huxley — autori oltre 70 anni fa di due celebri romanzi che hanno immaginato cosa poteva diventare il mondo del futuro, cioè il nostro mondo. Distopie che hanno trovato una potente eco nella società odierna.
Esistono due modi per distruggere la libertà, incanalandola nelle «varie vie della servitù».
Il primo, quello descritto da Orwell in 1984 (1949), è più facile da immaginare — la si rinchiude con brutalità in una prigione.
Il secondo, annunciato da Huxley ne Il Mondo Nuovo (1932), è più arduo da individuare — la si riduce ad una farsa.
Quando si è circondati da solide mura, torri di controllo, guardiani in uniforme, quando si sentono le grida dei torturati e si vede il sangue dei giustiziati, viene istintivo temere e ribellarsi ai dispositivi polizieschi e repressivi che rendono gli individui rassegnati alla loro servitù forzata. Ma nell’èra della tecnologia avanzata in grado di rendere gli individui entusiasti della propria servitù volontaria, diventa difficile accorgersi ed insorgere contro i frivoli passatempi a cui ci si abbandona all’infinito, semplicemente premendo un tasto o facendo scivolare le dita su un piccolo schermo.
Sia che il potere segua una logica coercitiva e punitiva, sia che applichi una logica ludica e premiale, non può che ottenere lo stesso risultato: la manipolazione psicologica, la sorveglianza costante, una propaganda totalizzante. È questa sostanziale identità di fini a rendere compatibile la diversità dei mezzi, i quali possono alternarsi di continuo, o perfino integrarsi. Per regnare incontrastato, l’ordine può reprimere il dissenso o prevenirlo soffocando la coscienza critica.
Mettendo a confronto l’opera dei due scrittori, questo documentario mostra come le loro divergenti visioni del futuro si incontrino e si incrocino nella realtà del presente, in una sorta di dominio ibrido che consente di combinare i vantaggi di entrambe senza inconvenienti. Da una parte abbiamo il bastone dittatoriale imposto da un mondo cui obbedire senza protestare, in grado di controllarci realmente; dall’altra abbiamo la carota democratica offertaci da un mondo cui aderire senza riserve che ci consente di trastullarci virtualmente.
È questo l’universo totalitario in cui viviamo, al tempo stesso caloroso e glaciale, brutale e cordiale, in cui il Partito Unico dell’autorità e della merce scrive e riscrive la Storia negando l’idea e la possibilità d’una libertà priva di calcolo e interessi.

George Orwell/Aldous Huxley

1984 o Il Mondo Nuovo?

Venerdì 8 luglio 2022

Pisa, via G. Sainati (campo sportivo)

(apertura distro e bar ore 18

proiezione ore 20,30)




Fonte: Finimondo.org