Gennaio 12, 2021
Da Radio Blackout
141 visualizzazioni

Si susseguono i rumores su una possibile insurrezione armata in vista della cerimonia di insediamento di Joe Biden alla Casa Bianca. Questa volta l’assedio potrebbe estendersi a tutte le sedi governative degli States.
Il clima negli States diventa sempre più incandescente.
Proviamo a capire quali siano i tasselli di un mosaico complesso, in un paese in cui reggono sempre meno le regole di alternanza bipolare tra democratici e repubblicani.
La galassia trumpista, legata al tycoon, ma soprattutto a fedelissimi come Bannon e Miller, è un insieme composito, spesso improbabile, che, negli States è inscritta nell’acronimo MAGA, che condensa lo slogan della campagna elettorale di Donald Trump negli Stati Uniti, “Make America Great Again”.
Il MAGA si era dato due appuntamenti, uno il 6 gennaio, in occasione della proclamazione in parlamento della vittoria di Biden, terminato con la spettacolare invasione di Capitol Hill, e l’altro dal 19 gennaio, il giorno precedente l’insediamento del ticket democratico Biden/Harris.
Vale la pena sottolineare che gli eventi hanno avuto un’enorme eco mediatica e i trumpisti hanno avuto il sostegno di diverse emittenti trumpiste, tra cui Fox News.
La presenza reale nell’area del campidoglio non è stata tuttavia troppo significativa sul piano numerico: le stime oscillano tra i 5000 e i 30.000 partecipanti.
Nella stessa Washington i movimenti sociali più radicali, presidiavano, in numeri ben più consistenti, librerie, luoghi di incontro, sedi, spazi autogestiti.
Segno che la partita, descritta dai media main stream come confronto tra il “folle” Trump e l’istituzione democratica, in realtà è altrove, tra una compagine di estrema destra, al momento senza grandi numeri ma in rapida espansione, ed i movimenti più radicali, che in questi mesi hanno mostrato la loro forza nelle strade degli States.
Ne abbiamo parlato con Robertino Barbieri

Ascolta la diretta:





Fonte: Radioblackout.org