259 visualizzazioni

Si Cobas: “Oggi alcune società cooperative propongono tariffe orarie talmente basse alle committenti, che francamente fanno inorridire”, mentre “le società committenti pur di aumentare i loro guadagni accettano più che volentieri la competizione al ribasso”.

16 Maggio 2022 – 10:52

“Da tempo stiamo facendo una serie di vertenze al Caab, centro agroalimentare di Bologna, cercando di coniugare diritti per chi ne ha pochi, adeguamenti salariali, buoni pasto e condizioni di maggiore sicurezza all’interno dei magazzini”, spiegano i Si Cobas: “Un lavoro faticoso che provoca danni fisici a chi per anni solleva pesi, oltre che disagi nei rapporti sociali, per chi lavora prevalentemente di notte. Oggi alcune società cooperative propongono tariffe orarie talmente basse alle committenti, che francamente fanno inorridire e nascondono prospettive di un lavoro la cui cifra è lo sfruttamento dei lavoratori, bassi salari, contratti non corretti. Dall’altra parte le società committenti pur di aumentare i loro guadagni accettano più che volentieri la competizione al ribasso. Noi diciamo basta e abbiamo deciso di aprire lo stato di agitazione su tutte le società che lavorano nel centro agroalimentare. Non vogliamo essere noi a scegliere a chi si deve appaltare. Vogliamo essere noi però a pretendere che i lavoratori abbiano un contratto adeguato, salari giusti e condizioni di lavoro per lo meno umane. Sappiamo che nessuna autorità competente potrà darci una mano. Siamo sicuri però che con la lotta, con l’unità dei lavoratori impediremo che il Caab diventi il mercato dello sfruttamento”




Fonte: Zic.it