Aprile 6, 2021
Da La Tradizione Libertaria
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Il 18 marzo 1871 iniziava la Comune di Parigi. Un avvenimento che terminerà con “La settimana di sangue” dal 21 al 28 maggio in cui circa 20.000 comunardi finiranno uccisi dai versagliesi. Un breve momento della storia che segnò e segna ancora degli spiriti sia in Francia sia all’estero.

Una parentesi durante la quale emersero tuttavia dei diritti e dei concetti innovatori: l’insegnamento laico e obbligatorio, la separazione delle chiese e dello Stato, un abbozzo dell’eguaglianza professionale donna-uomo, il divorzio per reciproco consenso, ecc.

E’ innanzitutto la disastrosa guerra mal preparata contro la Prussia che ha dato fuoco alle polveri. L’Imperatore Napoleone III, accerchiato, capitola a Sedan il 2 settembre 1870.

 

Sin dal 4 settembre, a Parigi, la Repubblica è proclamata e un governo di Difesa nazionale formato, composto da repubblicani moderati come Jules Favre e Jules Ferry, persino dei conservatori come il generale Trochu. Questo governo promette di continuare la lotta malgrado l’assedio dell’esercito prussiano che Parigi subisce a partire dal 19 settembre.

Un assedio sempre più difficile, in quanto la popolazione parigina soffre enormemente la fame. E gli spiriti si riscaldano di fronte alle sconfitte militari successive per tentare di di sbloccare Parigi. Dopo un ennesimo tentativo abortito in direzione di Bourget, il 28 ottobre, per non aver inviato dei rinforzi, Parigi conosce una giornata rivoluzionaria il 31 ottobre 1870 con un primo tentativo di istituire una Comune.

Il tono sale ancora più nel gennaio 1871 quando i Parigini vengono a conoscenza del fatto che, discretamente, da alcune settimane, il governo della Difesa nazionale ha iniziato dei colloqui con Otto von Bismarck, il cancelliere tedesco, per giungere a una tregua.

E malgrado un nuovo sollevamento popolare parigino il 22 gennaio 1871 – in cui la truppa spara sulla folla nel settore di Belleville – mirante a impedire al governo di capitolare, Jules Favre firma il 28 gennaio 1871 un armistizio con Bismarck. L’accordo prevede delle elezioni e poi la convocazione di un’assemblea nazionale che dovrà decidere se accettare una pace definitiva.




Fonte: Latradizionelibertaria.over-blog.it