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Condannato all’ergastolo, con l’ex militante dei neofascisti Nar andranno in aula altri due co-imputanti. Le accuse sono a vario titolo falso e reticenza per quanto detto nel corso del dibattimento a carico del presunto “quarto uomo” Gilberto Cavallini, condannato in primo grado all’ergastolo.

28 Aprile 2022 – 14:43

Il giudice per le udienze preliminari ha deciso ieri il rinvio a giudizio dell’ex militante dell’organizzazione neofascista Nuclei armati rivoluzionari (Nar) Luigi Ciavardini, condannato in via definitiva come terzo esecutore dell’attentato del 2 agosto 1980 alla Stazione, nonché di Vincenzo Vinciguerra, che fece parte di altre due formazioni neofasciste (Ordine nuovo e Avanguardia nazionale) e di Stefano Sparti, figlio di un importante testimone del processo che portò alle prime due condanne defintive, quelle a carico di Francesca Mambro e Giusva Fioravanti.

A tutti e tre sono contestate dichiarazioni rese in aula durante il processo di primo grado che ha portato alla condanna in primo grado di Gilberto Cavallini, anch’egli ex Nar, sempre come esecutore in concorso della strage. Ciavardini andrà a processo perché, nelle udienze del 9 e 16 maggio 2018, ha “taciuto l’identità del personale medico che lo aveva curato per la ferita riportata durante l’attentato” e “l’identità di coloro, amici di Cavallini, che lo avevano ospitato a Villorba e zone limitrofe tra luglio e agosto 1980, quando non era in casa di Cavallini”. Vinciguerra, invece, è ritenuto reticente perché non ha voluto fare i nomi delle persone da cui seppe di “un eventuale collegamento di Fioravanti e Cavallini tra il gruppo veneto di Fachini e i gruppi romani e di Tivoli di Signorelli e Calore”. A Stefano Sparti, infine, vengono contestati vari passaggi della testimonianza resa il 12 dicembre 2018, caratterizzata da numerosi “non ricordo”. Il processo inizierà l’11 ottobre.




Fonte: Zic.it