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Era stato condannato all’ergastolo a gennaio 2020. Il rinvio di oltre un anno potrebbe essere motivato dalla volontà di unificare il procedimento con quello a carico di Paolo Bellini. La settimana scorsa sentito un ex componente della Banda della Magliana, che si è interrotto chiedendo il ripristino del programma di protezione.

17 Novembre 2021 – 15:44

La Corte d’Appello ha spostato dal 12 gennaio 2022 al 19 aprile 2023 l’avvio del processo di secondo grado a carico dell’ex militante della formazione neofascista Nuclei armati rivoluzionari (Nar) Gilberto Cavallini, condannato in primo grado all’ergastolo in quanto ritenuto quarto uomo dell’attentato che colpì la Stazione di Bologna il 2 agosto 1980, causando 85 morti e 200 feriti e per il quale sono già condannati in via definitiva Francesca Mambro, Giuseppe Valerio Fioravanti e Luigi Ciavardini.

Non sono note le motivazioni di tale decisione, ma tra avvocati e magistrati circola l’ipotesi per cui sia stato disposto in vista di una possibile unificazione con l’eventuale procedimento di secondo grado nei confronti di Paolo Bellini, ex componente di un’altra organizzazione neofascista, Terza Posizione, imputato in Corte d’Assise insieme a Piergiorgio Segatel, accusato di depistaggio, e Domenico Catracchia, che avrebbe fornito false informazioni ai magistrati.

Le motivazioni della decisione non sono state rese note, ma tra gli avvocati e la Procura generale si fa largo l’ipotesi che il rinvio sia stato disposto in vista di una possibile unificazione del processo di appello a carico di Cavallini con l’eventuale procedimento di secondo grado nei confronti di Paolo Bellini. A carico di quest’ultimo, accusato come Cavallini di concorso nella strage, è in corso il processo di primo grado in Corte d’Assise, che lo vede imputato assieme a Piergiorgio Segatel, accusato di depistaggio, e Domenico Catracchia, ritenuto responsabile di aver fornito false informazioni al pubblico ministero. Bellini apparirà davanti alla corte tra una settimana, il 24 novembre, Segatel e Catracchia dopodomani, il 19 novembre.

Venerdi scorso, dopo diversi rinvii, era stato interrogato Maurizio Abbatino, già figura di vertice della Banda della Magliana, il Freddo per i fan di Romanzo Criminale, ma aveva smesso di rispondere dopo che gli è stata posta una domanda su un incontro che avrebbe avuto con l’onorevole democristiano Flaminio Piccoli durante il sequestro di Aldo Moro. Abbbatino ha dichiarato di temere per la propria sicurezza e chiede il ripristino del programma di protezione, revocatogli alcuni anni fa.

Prima di interrompersi, Abbatino aveva spiegato di “aver sentito nominare qualche volta Francesca Mambro e Valerio Fioravanti” e di aver conosciuto e ospitato, in un’occasione, il fratello di quest’ultimo, Cristiano e aveva parlato anche di Aldo Semerari, psichiatra di idee naziste, figura di collegamento tra estrema destra e la stessa Banda della Magliana, iscritto alla loggia p2. In Romanzo Criminale è il “professor Sargeni”. Abbatino ha riferito di avere incontrato Semerari “in carcere a Regina Coeli, mentre era detenuto proprio per accuse riguardanti la strage di Bologna”, aggiungendo che gli disse che “non ce la faceva più ed era pronto a parlare, anche se non so di cosa”.




Fonte: Zic.it