Giugno 5, 2021
Da Umanita Nova
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La situazione in Colombia continua ad essere tesissima. Ogni mattina, mi sveglio con la homepage di facebook piena di foto di persone scomparse mentre protestavano e/o erano in mano alla polizia. Madri, amic*, compagn* cercano disperatamente costoro utilizzando i social network commerciali o le app di messaggistica. A volte queste persone scomparse vengono rilasciate dalla polizia dopo qualche ora di detenzione arbitraria. Accade però che queste, spesso, vengano ritrovate o nei fossi oppure gettate nei fiumi del paese (come successo nel río Cauca).[1

Il 9 maggio, la minga indigena del Cauca che stava raggiungendo le manifestazioni nel centro della città di Cali, è stata attaccata da gruppi di privati cittadini provenienti dai quartieri più ricchi.[2] Il saldo è stato di 8 feriti tra le persone indigene/native che, dopo quanto successo, hanno deciso di fare ritorno nei loro territori. I gruppi di indigeni appartenenti alla minga di altri territori hanno deciso di unirsi al “paro”, raggiungendo le principali città del paese.

Il giorno in cui questi gruppi sono arrivati a Bogotà, hanno abbattuto la statua del conquistador Jimenez,[3] “fondatore” della città. Al suo posto è stata eretta la statua di Dylan Cruz, un ragazzo che è stato ucciso dall’ESMAD durante le proteste del 2019. La “Fiscalía General de la Nación” (che ha sostituito la “Dirección Nacional de Instrucción Criminal” nel 1992) ha appena consegnato un rapporto dove si sostiene che Cruz era un obiettivo legittimo perché indossava un cappuccio e non andava bene a scuola, oltre ad aver attraversato “sfortunatamente” la traiettoria del proiettile. (SIC!)[4]

La violenza sessuale, come in tutte le situazioni di guerra, è usata come arma. Sono già 87 le persone che hanno dichiarato di aver subito delle violenze di genere da parte delle istituzioni.[5] Il caso più eclatante è stato quello di Alison, una giovane di 17 anni di Popayan che, nel suo ultimo post, ha denunciato le violenze subite dalla polizia e il giorno dopo si è tolta la vita. Il giorno successivo alla morte di Alison, la stazione di polizia dove era stata trattenuta e fatta oggetto di violenze per alcune ore, è stata incendiata dai manifestanti.[6]

Nemmeno i giornalisti, gli operatori delle organizzazioni dei diritti umani o chi offre i primi soccorsi ai manifestanti feriti possono lavorare tranquillamente a causa delle intimidazioni verbali e fisiche. A Cali, la brigata medica che si è autorganizzata per curare le persone ferite, è stata attaccata con armi da fuoco; adesso deve operare in un luogo segreto vista l’entità delle minacce.[7]

I responsabili di questi atti sono spesso i poliziotti o l’ESMAD che agiscono sfacciatamente; altre volte sono vere e proprie organizzazioni paramilitari che operano d’accordo con la polizia.[8] Sono numerosi i video di veicoli senza targa e con i vetri oscurati che girano indisturbati; quando vedono dei raduni di persone, sparano su di esse. Una delle vittime cadute per mano di questi assassini è stato Lucas Villa. Durante la giornata del 6 Maggio vi erano diversi video di Villa dove lo si vedeva sorridere, salire sugli autobus per spiegare alla gente le ragioni della protesta. Ballava, cantava e faceva il simbolo della pace. La notte tra il 6 e il 7 Maggio sono arrivati dei sicari e gli hanno sparato otto volte.[9]

Il presidente Duque a parole dice di voler trattare col “comitè de paro”. Teniamo presente che il “comité del paro”, composto da sindacalisti e pochi studenti, non rispecchia realmente la maggioranza dei manifestanti; quest’ultimi sono giovani disoccupati/e, lavoratori e lavoratrici informali e studenti che non si sentono rappresentati dal citato comité.

In una situazione del genere, l’entourage governativo e la maggior parte dei settori più ricchi che appoggiano Duque non vogliono ascoltare le richieste legittime della popolazione. Con i video dei primi feriti durante le proteste e le azioni sempre più criminali dei poliziotti,[10] si è sollevata un’ondata di sdegno che ha portato la gente a scendere in strada per le scene viste. Lo stato ha deciso di rispondere con più violenza ma questo non ha dissuaso i manifestanti, anzi ne ha spinti ancora di più per le strade. Come successo con altre proteste avvenute in diverse parti del mondo nell’ultimo anno, la violenza esercitata dallo stato ha innescato una spirale di partecipazione massiva alle manifestazioni. Invece di rispondere con una cessazione delle violenze – cosa richiesta da tutti – Duque ha promesso il massimo dispiegamento di forze repressive.

Durante i primi mesi di pandemia i vari fondi finanziari governativi sono stati inviati all’ESMAD e non alle strutture sanitarie. Questa situazione è continuata nei mesi scorsi, quando lo stato dichiarava di essere sull’orlo della bancarotta e necessitava un assoluto bisogno di fondi – sotto forma di riforma finanziaria che, in pratica, ha dato inizio alle proteste. Wilson Arias, senatore del Congreso della Repubblica di Colombia ed appartenente al Polo Democrático Alternativo, ha denunciato come il governo di Duque abbia speso 14 miliardi di pesos colombiani (pari a 3 milioni di euro) in granate e scudi antisommossa utili alla repressione.[11] Uno dei più recenti acquisti è stata la letale arma “venom” che può sparare tre tipi di munizioni simultaneamente (granate stordenti, gas lacrimogeni e fumogeni)[12] e che ha già fatto vittime tra i manifestanti colpiti.[13]

Addirittura gli Stati Uniti sembrano essersi svegliati dopo aver finanziato per vent’anni il Plan Colombia: hanno condannato l’uso sproporzionato della forza contro i manifestanti e minacciato di ritirare gli aiuti economici di cui la Colombia beneficia. La domanda che sorge spontanea è: “Cosa pensavano di ottenere dopo vent’anni di investimenti in glifosato e armi? La pace sociale?!”

Il movimento, nonostante le dure perdite subite (più di 50 morti e 700 feriti), ha già ottenuto diversi risultati dalle proteste: la riforma finanziaria e quella della salute sono state ritirate; il ministro dell’economia e quello degli esteri si sono dimessi; è stata approvata la “matricula 0”, grazie alla quale gli/le studenti non dovranno pagare il prossimo semestre universitario. La Coppa America, che si doveva tenere nel paese tra 15 giorni, è stata spostata in Argentina in seguito alle forti proteste. In un momento così delicato, dove le risorse economiche devono essere destinate ad altro, non è possibile ospitare un evento sportivo del genere. In più, questo avvenimento rischiava di diventare una copertura politica repressiva come già accaduto nel Mondiale argentino del 1978 dove governava l’infame giunta militare del “Proceso de Reorganización Nacional” di Videla, Viola, Galtieri e soci.

Si stanno organizzando delle “ollas comunitaria” (ritrovi dove i manifestanti possono mangiare grazie alle donazioni degli abitanti del quartiere) nei punti di concentrazione principali. I “Comando de Atención Inmediata” (CAI) incendiati sono diventati biblioteche e punti d’incontro. Pur essendoci queste situazioni auto-organizzate, purtroppo la maggioranza della gente è ancora convinta che un cambio di rotta possa avvenire attraverso le elezioni (nonostante le ultime tornate elettorali in Colombia siano state palesemente truccate).[14]

In un paese devastato da più di 50 anni di guerra, la maggior parte dell’opinione pubblica e degli stessi manifestanti sono contrari a qualsiasi tipo di violenza. Inoltre le proteste sono infiltrate dalla delinquenza comune che approfitta per compiere saccheggi nei grandi supermercati. Per questo la prima linea di difesa di un quartiere di Cali ha deciso di ritirarsi durante gli episodi di saccheggio.[15] È però doverosa fare una distinzione tra la violenza esercitata dai manifestanti (come provocare incendi o approfittare dei saccheggi) e quella esercitata dallo stato. In varie occasioni si mettono sullo stesso piano, giustificando l’intervento violento statale come risposta ai manifestanti aggressivi. Lo stato, in teoria, dovrebbe proteggere il cittadino e garantire il diritto alla protesta; mostra però il suo vero volto quando esercita la violenza ai danni delle persone ledendo, quindi, la loro incolumità fisica e psicologica.

Le ultime inquietanti notizie parlano di fosse comuni e veri e propri centri di tortura dove i manifestanti catturati vengono rinchiusi e i loro corpi fatti a pezzi. La commissione di “justicia y paz” ha denunciato queste macabre scoperte basandosi sulle testimonianze di sopravvissuti alle torture della polizia. La campagna di stigmatizzazione che ha iniziato Duque contro i manifestanti, accusandoli di terrorismo e vandalismo, sta dando i suoi frutti legittimando gli agenti che, con l’aiuto di squadre paramilitari, stanno compiendo un vero e proprio massacro.[16]

Federica

NOTE

[1] Link: https://www.facebook.com/ColombiaInforma/posts/3801124626677602

[2] Link: https://www.facebook.com/fabiandiazcomunidad/posts/2644949209140939 ;

https://www.facebook.com/watch/?v=765935934288598

[3] Misak abbattono la statua di Jimenez. Link: https://www.facebook.com/revista.hekatombe/posts/10158577862962415

[4] Informe muerte de Dilan Cruz. Link: https://losdanieles.com/daniel-coronell/la-culpa-es-del-muerto/

[5] Informe violencia en el paro, Defender la libertad asunto de todos. Link: https://www.facebook.com/DefenderLaLibertad/photos/a.576012799246433/1858188064362227

[6] Stazione di polizia incendiata dai manifestanti. Link: https://www.facebook.com/revista.hekatombe/posts/10158595547612415

[7] Pagina Jahfrann. Link: https://www.instagram.com/p/CO4LKyYD-bA/

[8] Denuncia presenza di gruppi paramilitari che agiscono con la polizia. Link: https://www.facebook.com/hector.arciniegas.104/posts/275325587620629

[9] Morte di Lucas Villa. Link: https://www.eltiempo.com/colombia/otras-ciudades/quien-es-lucas-villa-el-joven-al-que-le-dispararon-en-pereira-587120

[10] Link: https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=5604771066229630&id=100000903767305

https://www.facebook.com/chuchu0511/posts/10226114027142606

[11] Link: https://wilsonariascastillo.com/wilson-arias-denuncia-millonaria-compra-para-el-esmad-por-mas-de-14-100-millones/

[12] Link: https://www.facebook.com/enlacetelevision/posts/3988606157841134

[13] Link: https://www.noticiasuno.com/nacional/joven-muere-impactado-por-proyectil-disparado-desde-tanqueta-de-la-policia-en-popayan

[14] Link: https://www.colombiainforma.info/fraude-electoral/

[15] Link: https://www.facebook.com/watch/?ref=saved&v=1098401213980479

[16] Link: https://www.justiciaypazcolombia.com/cali-informe-desde-los-sitios-de-detencion-a-posible-fosas-comunes-y-casas-de-pique/




Fonte: Umanitanova.org