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“Preoccupante” il clima diffusosi dentro e fuori il liceo dopo l’occupazione, scrivono i ragazzi, sottolineando che “fra tutti gli istituti bolognesi occupati, a quanto ci risulta, l’unica scuola ad aver preso provvedimenti di sospensione è stata la nostra”. E nell’autogestione in partenza “non c’è un elemento di sostituzione della protesta procedente, semmai un prosieguo”.

11 Aprile 2022 – 14:11

Riceviamo e pubblichiamo una lettera (firmata) da parte di tre studenti del liceo Copernico sulla recente occupazione della scuola e ciò che ne è seguito. “Riteniamo doveroso, dopo i recenti articoli usciti su testate giornalistiche locali, esprimerci sull’occupazione di gennaio del liceo Copernico. Abbiamo partecipato attivamente all’organizzazione dell’occupazione- raccontano gli studenti- e tutti e tre insieme ci siamo dichiarati responsabili di essa, scelta che abbiamo pagato con una sospensione di cinque giorni. Non volendo entrare nel merito del processo decisionale che ha condotto a questa sanzione, riteniamo necessario notare come questa sia l’ennesima riconferma della veridicità delle motivazioni che hanno mosso la critica di noi studenti al sistema scolastico. Definiamo poi preoccupante il clima diffusosi dentro e fuori la scuola in seguito all’occupazione. Fra tutti gli istituti bolognesi occupati, a quanto ci risulta, l’unica scuola ad aver preso provvedimenti quali la sospensione è stata la nostra. Il tutto nonostante non vi siano stati danni, a differenza di quanto avvenuto in altre scuole. La protesta è durata tre giorni, ma ha interrotto parzialmente le lezioni per soltanto il primo, perché dal secondo giorno si è spostata in palestra, come richiesto dalla dirigenza scolastica”.

Il resto della lettera: “Guardando al futuro, a breve nella nostro liceo si svolgerà un’autogestione, nata dalla volontà di riprendere e discutere gli stessi punti che hanno mosso gli studenti nel primo giorno di occupazione, differentemente da quanto scritto dal Resto del Carlino che titola ‘autogestione al Copernico per cancellare la protesta’. È importante chiarire che non c’è un elemento di sostituzione della protesta procedente, semmai un prosieguo, come dimostra la partecipazione attiva all’organizzazione dell’autogestione da parte degli studenti occupanti. Concludiamo poi sottolineando che quella che nello stesso articolo viene descritta come ‘brutta pagina di gennaio’ è stata in realtà l’occupazione che ha dato il via a un movimento studentesco in tutta Bologna, fornendo da esempio alle occupazioni successive certamente per gli errori ma anche per i meriti, a partire dal manifesto ripreso da varie scuole. Approfittiamo dell’occasione per offrire solidarietà a tutti gli studenti che in questi mesi stanno protestando, spesso vedendo le proprie richieste sbattere contro un muro di indifferenza e repressione”.




Fonte: Zic.it