Gennaio 20, 2023
Da Radio Onda D'Urto
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“TARANTO CHIAMA”: SI E’ CONCLUSA  CON SUCCESSO LA CAMPAGNA DI RACCOLTA FONDI PER LA PRODUZIONE DEL DOCUMENTARIO DI ROSI BATTAGLIA

Si è conclusa la campagna di raccolta fondi per la realizzazione del documentario “Taranto Chiama”: raccolti su produzionidalbasso.com 25.786 euro a fronte dei 25.000 richiesti. “Che cosa è davvero sostenibile per la vita umana? E cosa significa agire per la sostenibilità ambientale tra pandemie e guerre? Sono domande alle quali cercherà di rispondere il mio prossimo documentario-inchiesta, “Taranto chiama”, la terza produzione dal basso delle cittadine e dei cittadini reattivi, che vi chiedo di sostenere in un viaggio che parte da Trieste e arriverà a Taranto” scrive la giornalista di inchiesta Rosi Battaglia per presentare il progetto.

La situazione di Taranto ricordiamo è finita nel mirino prima della CEDU (Corte Europea dei Diritti Umani) del 2019 e poi lo scorso febbraio l’Onu nel rapporto del Relatore speciale sulla questione del diritto umano al godimento di un ambiente sicuro, pulito, sano e sostenibile, ha definito la città pugliese “zona di sacrificio”, una delle più inquinate della Terra. Come se non bastasse il 5 gennaio il Governo ha emesso l’ennesimo decreto salva-Ilva, con il dissequestro degli impianti ritenuti pericolosi per la salute e l’ambiente, e l’inserimento dello scudo penale, un vero e proprio decreto ‘salvagente’ per gli amministratori della fabbrica, liberi di inquinare.

Il decreto è servito a ricompattare i movimenti ambientalisti tarantini che martedì 17 gennaio hanno tenuto un sit-in di protesta sotto la Prefettura di Taranto. Tutto questo sarà il racconto che finirà nel documentario “Taranto chiama”. Ma non solo. La volontà di Rosy Battaglia è di dare risalto anche alla bellezza di questa città e di parlare del suo futuro sostenibile.

Rosi Battaglia ai nostri microfoni Ascolta o scarica

Proprio ieri, giovedi 19 gennaio, alcune centinaia di lavoratori ex Ilva e dell’indotto hanno manifestato a Roma nel corso di un presidio convocato fuori dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) in occasione del tavolo di confronto sul gruppo Acciaierie d’Italia tra governo, azienda, Confindustria, comune di Taranto e le Regioni delle sedi degli stabilimenti. Tutto mentre nella stessa città di Taranto era stato indetto uno sciopero di 24 ore, da Fiom, Uilm e Usb, per i lavoratori dell’acciaieria e delle aziende dell’indotto.

“È stato un incontro negativo, non ha dato garanzie sull’indispensabile risalita produttiva, sul rientro dei lavoratori dalla cassa integrazione, sulla sostenibilità degli impianti che per noi sono obiettivi legati, da subito, al controllo e alla gestione del gruppo da parte dello Stato, come previsto dal decreto governativo sugli impianti di interesse strategico nazionale”, ha spiegato Michele De Palma, segretario generale Fiom-Cgil, al termine del vertice.




Fonte: Radiondadurto.org