Giugno 22, 2021
Da Radio Blackout
35 visualizzazioni


L’accelerazione impressa all’avanzare dei cantieri in Val Susa è il segno che il governo intende mettere il turbo ai cantieri per la nuova linea ad alta velocità tra Torino e Lyon. Il governo ha puntato sulla violenza e l’occupazione militare del territorio, auspicando sia di monito a tutte le popolazioni che in questi anni si sono battute contro discariche, inceneritori, megainfrastrutture, grandi navi, etc…
L’ultima mossa del governo Draghi riguarda la tratta nazionale sinora esclusa dai finanziamenti europei, che sono garantiti solo per le opere transfrontaliere.
Il governo di Mario Draghi ha deciso di sbloccarne la realizzazione: l’Italia parteciperà al bando europeo che mette a disposizione risorse aggiuntive per le tratte di accesso dei singoli paesi a infrastrutture di collegamento infra-europeo. Questa questione, oltre ai tempi di realizzazione è stata discussa alla Conferenza intergovernativa (Cig), svoltasi il 14 giugno a Chambery.
Alla Conferenza intergovernativa hanno preso parte i rappresentanti di Italia, Francia e Unione Europea. La cifra che l’Italia potrebbe ottenere con il bando europeo potrebbe arrivare a 750 milioni di euro, una bella fetta dei 2 miliardi ipotizzati per la tratta Rivalta/Avigliana.
La conseguenza di questa mossa potrebbe essere l’apertura di cantieri Tav sulla collina morenica e in bassa valle.

Invece una doccia fredda per chi pensava di aver impresso il turbo alla alla Torino Lyon arriva da San Didero, dove gli appalti per la realizzazione del nuovo autoporto sono stati sospesi da Sitaf, la società che controlla l’autostrada A32.
Di questa decisione e degli esiti della Cig di Chambery abbiamo provato a capirne di più con Simone Franchino, tecnico No Tav.

Ascolta la diretta:





Fonte: Radioblackout.org