Maggio 7, 2021
Da Ricercatori Senza Padroni
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Dobbiamo ancora discutere a livello pubblico sulla (losca) figura di Edgardo Sogno e, in generale, sui partigiani bianchi, sulle loro infiltrazioni nei movimenti. E’ sempre importante anche conoscere cosa è stata la strategia della tensione e chi ha organizzato le stragi di stato in Italia

Lo stato, tutte le volte che vuole nascondere qualche malefatta, distrae l’opinione pubblica, si ricorda di fatti avvenuti decenni fa, e va a rompere i coglioni a quei compagni che credevano di cambiare il mondo in quel periodo buio di guerra fredda, dove lo stato italiano aveva attivato a livello militare la strategia della tensione (Patto Atlantico anticomunista: stragi – colpi di stato).

Giovani antifascisti che volevano combattere lo stato repressivo, mafioso e stragista. Poi si sono trovati incastrati in un gioco più grosso di loro, un gioco gerarchico militare fatto di tanti compromessi, con tante convivenze che portavano ad altrettante incoerenze, rispetto agli ideali di partenza.

Perchè, come diceva Alberto Franceschini (ex capo delle Br) in un suo scritto: a 20 anni conosci solo metà delle mela e quindi ti fidi e sei facilmente manovrabile dai superiori – professori (che molto spesso si muovono in modo diverso dalla base).

Dopo più di 30 anni, il 28/4/2021 sono stati arrestati in Francia su richiesta del governo italiano, 7 ex Brigatisti Rossi accusati di atti commessi negli anni ’70 e ’80.

Uno dei 3 ex brigatisti in fuga dopo l’ondata di arresti in Francia, si è presentato il giorno dopo a palazzo di Giustizia di Parigi assieme al suo avvocato per costituirsi. Dopo il primo latitante si è costituito anche un’altro. Dei dieci brigatisti colpiti da mandati di cattura ne resta latitante soltanto uno.

“La Francia archivia la ‘dottrina Mitterrand’, una particolare pratica introdotta negli anni ’80 dal presidente francese François Mitterrand e teorizzata dall’allora consigliere del governo Louis Joinet, con cui fino a oggi si sono concesse sul territorio francese ospitalità e sicurezza a cittadini italiani responsabili di violenza politica, purché non avessero più legami con la lotta armata.

Esaminare approfonditamente la strategia della tensione e i veri terroristi è attuale, infatti ci tocca, ancora oggi, assistere ai conflitti della guerra fredda dove gli Atlantici anticomunisti tramano per sconfiggere il comunismo e l’anarchismo.

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Ma in tutta questa sporca guerra, gli Anarchici partivano ‘avvantaggiati’: è più facile rimanere coerenti quando non si mirava al potere politico economico militare, ma alla libertà, all’uguaglianza sociale ed economica, senza patria, senza la politica della delega, senza forze dell’ordine. Nè dio, nè stato, nè servi, nè padroni, fuori i soldati della Gladio nera e della Gladio Rossa dai coglioni!

La commissione stragi ci riconferma che le stragi in Italia sono state pianificate dalla politica democristiana (centrodestra – centrosinistra) e dai servizi segreti italiani sovvenzionati dalla Nato (Patto Atlantico anticomunista 1949) per destabilizzare (attraverso le stragi), e stabilizzare il potere politico e militare della Dc. In quegli anni comandava la democrazia cristiana (il centro destra del Gobbo, di Kossiga e di Gelli – partigiani bianchi – cattosinistroidi – liberali – repubblichini).

Giuseppe Pinelli, quando scoppiò la bomba in Piazza Fontana nel 1969, viene incolpato, arrestato e ucciso in caserma coi soliti metodi fascisti usati dalle forze dell’ordine (Cc,Ps). Pinelli venne picchiato, torturato e poi lanciato dalla finestra della questura di Milano.

Pinelli, quella sera rivendicò il fatto di non aver compiuto quell’eccidio di civili in Piazza Fontana e che, invece, quella strage era una strage organizzata dallo Stato. Gli sbirri presenti, per paura che lo divulgasse alle masse, lo uccisero fingendo poi un suicidio.

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Terrorista è lo stato e i suoi soldatini, non noi utopisti che crediamo di cambiare un mondo troppo intento da secoli a tramare per fare soldi, per ingrassare il capitalismo, e a raggiungere i propri obbiettivi anche con le guerre, con gli eccidi di civili, colonizzando e schiavizzando, impoverendo interi popoli e rubando le materie prime alla povera gente affamata.

Bombe del 25 aprile 1969: una serie di bombe ad alto potenziale esplodono alla Fiera e alla stazione centrale di Milano, provocando una ventina di feriti.

Altri attentati ai treni nell’estate del ’69: otto bombe rudimentali esplodono su altrettanti treni in diverse località d’Italia, tra l’8 ed il 9 agosto, provocando 12 feriti.

Strage di Piazza Fontana: il 12/12/’69 una bomba esplode nella sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura in piazza Fontana a Milano uccidendo 17 persone e ferendone altre 88.

Il 3/5/2005, dopo una lunga vicenda giudiziaria durata oltre 35 anni, la Corte di cassazione conferma le assoluzioni di Carlo Maria Maggi, Giancarlo Rognoni e Delfo Zorzi, i vertici del fascismo che attuarono Piazza Fontana.

Confermando però (per darci un contentino), che l’eccidio fu organizzato da «un gruppo eversivo costituito a Padova nell’alveo di Ordine nuovo, e capitanato da Franco Freda e Giovanni Ventura, l’ultimo gradino gerarchico dei fasci, quello esecutivo, pagati dallo stato per eseguire le stragi, previste dal piano militare della Stategia della Tensione, non più processabili perché assolti per questo reato con sentenza passata ingiudicata (grazie ai magistrati corrotti, camerati cattofascisti). Anche quella strage di stato resta quindi tuttora impunita. Il collaboratore di giustizia Carlo Digilio, che confessò la sua partecipazione alle stragi di stato, fu condannato in primo grado e non fece ricorso, ma la pena era ormai prescritta grazie ai benefici di legge (tutto previsto, calcolato).

Strage di Gioia Tauro: il 22 luglio 1970, una carica di tritolo fa saltare un tratto di binario a poche centinaia di metri dalla stazione di Gioia Tauro, provocando il deragliamento del Treno del Sole (Palermo-Torino) e provocando la morte di 6 persone e centinaia di feriti.

Golpe Borghese: la notte tra il 7 e l’8 dicembre 1970 ci fu un colpo di stato, organizzato dal principe Junio Valerio Borghese e il suo Fronte Nazionale, in stretto rapporto con membri di Avanguardia Nazionale, dei vertici militari e dei servizi segreti.

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Il tentativo eversivo di Junio Valerio Borghese si inserisce nel quadro della strategia della tensione e della stagione stragista vissuta in Italia dal 1969 al 1974.

La commissione stragi è riuscita a delineare le gerarchie all’interno di queste organizzazioni eversive, le loro ramificazioni: ufficiali dell’esercito, esponenti della massoneria e della criminalità mafiosa – massomafia. Ma soprattutto ci dimostrano come (nonostante il fallimento dell’operazione), l’obiettivo del golpe (il mantenimento dell’Italia in una posizione anticomunista, centrista e filoatlantica), venga raggiunto senza che si renda utile un colpo di stato.

Strage di Peteano: il 31 maggio 1972 a Peteano di Sagrado a causa di una telefonata anonima, una pattuglia di carabinieri viene chiamata a controllare un’auto sospetta, che poi risulterà imbottita di esplosivo T4, in dotazione alla NATO. Reo confesso della strage è Vincenzo Vinciguerra, allora membro di Ordine Nuovo e condannato all’ergastolo.

Strage di Piazza della Loggia: il 28/5/1974, una bomba nascosta in un cestino portarifiuti, esplode in piazza della Loggia a Brescia, mentre è in corso una manifestazione sindacale, provocando 8 morti e 103 feriti. Nonostante nei vari procedimenti giudiziari si sia continuamente ipotizzato il coinvolgimento di rami dei servizi segreti e di apparati militari dello stato (Nuclei clandestini dello stato, P2, Gladio) e di manovalanza neofascista nella vicenda. Dopo decenni di processi e indagini, il 16/11/2010, la Corte d’assise di Brescia ha assolto i vertici dell’organizzazione, per non aver commesso il fatto, tutti gli imputati: gli ordinovisti Carlo Maria Maggi e Delfo Zorzi, l’ex generale Francesco Delfino, il politico Pino Rauti e l’ex collaboratore del SID Maurizio Tramonte, lasciando così la strage impunita.

La Corte di Cassazione nel 2014 ha confermato l’assoluzione di Zorzi (foto sotto), ma ha annullato quella nei confronti di Maggi e Tramonte, per cui verrà istruito un nuovo processo. La posizione di Rauti è stata dichiarata estinta, dato il decesso sopraggiunto dell’imputato.

Strage dell’Italicus: il 4 agosto 1974 una bomba ad alto potenziale posizionata sul treno Italicus esplode all’altezza di San Benedetto Val di Sambro, in provincia di Bologna, provocando 12 morti e 48 feriti. L’attentato venne inizialmente rivendicato da Ordine nero: «Abbiamo voluto dimostrare alla nazione che siamo in grado di mettere le bombe dove vogliamo, in qualsiasi ora, in qualsiasi luogo, dove e come ci pare.» Sebbene il processo si concluse con l’assoluzione degli imputati Mario Tuti e Luciano Franci, nella sentenza del tribunale di Bologna che giudicò i neofascisti implicati nella strage, venne scritto come la P2 svolse un’opera di istigazione agli attentati e di finanziamento nei confronti della destra extraparlamentare toscana.

Strage alla stazione di Bologna: il 2 agosto 1980 l’esplosione di una bomba posizionata nella sala d’aspetto di seconda classe della stazione bolognese provoca 85 morti e 200 feriti. Condannati, come esecutori materiali, con sentenza definitiva del 23 novembre 1995 i componenti dei NAR Giuseppe Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini.

Condannati per il depistaggio delle indagini, i massoni Licio Gelli, Francesco Pazienza e i due ufficiali del servizio segreto militare, il generale Pietro Musumeci ed il colonnello dei carabinieri Giuseppe Belmonte, entrambi iscritti alla loggia massonica P2.

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Strage del Rapido 904: il 23 dicembre 1984, una bomba esplode sul treno 904 Napoli-Milano, nei pressi della Grande galleria dell’Appennino, tra Vernio e San Benedetto Val di Sambro, causando la morte di 15 persone ed il ferimento di altre 267.

Il 24/11/1992, la Corte di cassazione, confermò la sentenza di colpevolezza nei confronti degli imputati, puntualizzando la matrice terroristico-mafiosa dell’attentato Gelli – Musumeci.

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Solidarietà a tutti gli anarchici e anarchiche arrestati ingiustamente perché hanno lottato e lottano sempre contro i poteri forti e per aver difeso i più deboli. Contro la massoneria, la borghesia – massomafia. Eliminiamo le classi sociali !!

GOLPE IN ITALIA 1974 (Rosa dei venti)

https://www.youtube.com/watch?v=3XUAt6noX0s

https://ricercatorisenzapadroni.noblogs.org/post/2015/08/26/il-2481974-viene-arrestato-lindustriale-andrea-mario-piaggio/

https://ricercatorisenzapadroni.noblogs.org/post/2020/12/09/7-8-dicembre-1970-golpe-borghese-colpo-di-stato/

Il potere eleva, premia ed esalta la viltà

e la servilità, odia, calpesta e punisce

la dignità e l’indipendenza personale.

Virgilia D’Andrea

Cultura dal basso contro i poteri forti

Rsp (individualità Anarchiche)




Fonte: Ricercatorisenzapadroni.noblogs.org