Giugno 30, 2021
Da Round Robin
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Parole di Natascia in solidarietà con la mobilitazione e lo sciopero della fame dei prigionieri anarchici cileni

Scrivo queste parole nel mio decimo giorno di sciopero della fame, in solidarietà ai compagni cileni nuovamente in sciopero della fame: non siete soli.

Un abbraccio fraterno a ogni compagno rinchiuso.
Per una solidarietà attiva e rivoluzionaria ovunque.

Natascia, prigioniera anarchica
26 giugno 2021


Parole di Mónica Caballero in solidarietà con la mobilitazione e lo sciopero della fame dei prigionieri anarchici e sovversivi trasferiti nel carcere di Rancagua (Cile, giugno 2021)

Negli ultimi giorni della prima settimana di giugno, la Gendarmería del Cile (Genchi) ha condotto un massiccio trasferimento di detenuti dal Carcere di Alta Sicurezza (CAS) al carcere di Rancagua, capoluogo della regione di O’Higgins, chilometri a sud di Santiago.

Tra i trasferiti ci sono degli anarchici e sovversivi: Juan Aliste Vega, Marcelo Villarroel, Mauricio Hernández Norambuena, Juan Flores, Joaquín García e Francisco Solar.

Il trasferimento di questi prigionieri è motivato dai mutamenti nella struttura del CAS, che dureranno circa un anno. Una volta terminati i lavori, secondo le informazioni fornite dalla Genchi, i prigionieri saranno ricondotti al carcere, un periodo durante il quale i miei compagni saranno lontani dal loro ambiente affettivo e politico. In questo modo, non solo il prigioniero viene punito, ma lo sono anche i/le suoi/e amici/e, compagni/e e familiari.

In tal senso, è inoltre importante sottolineare che nel territorio dominato dallo Stato cileno il libero transito tra le regioni non è permesso a causa delle misure di prevenzione della diffusione del Covid-19.

Nella Regione Metropolitana ci sono più di tre carceri dove avrebbero potuto lasciare i miei compagni, forse i potenti hanno approfittato del trasferimento per isolare e segregare ancora di più i prigionieri o magari nessuna delle carceri vicine soddisfa le condizioni di sicurezza per custodire i prigionieri ad alto rischio o potrebbe essere semplicemente un’altra forma di vendetta.

La mossa può essere giustificata da questi e altri motivi, ma ciò che è chiaro è che nessuna mossa del potere è dovuta ad un capriccio. Ogni cambiamento nell’infrastruttura del carcere, così come i trasferimenti dei prigionieri, deve essere effettuata con attenzione e in modo dettagliato.

Da un lato, le possibili modifiche introdotte nel CAS non sono di buon auspicio per i detenuti. Potrei formulare infinite speculazioni sulle possibili nuove misure di controllo e forse non ci riuscirei nemmeno.

Per prevedere cosa potrebbe cambiare nel CAS è necessario considerare che questo carcere non è, e non nacque, come qualsiasi altro carcere; il CAS è il carcere della Democrazia. È stato concepito ispirandosi al modello tedesco e irlandese [inglese, per il conflitto in Irlanda del Nord] nel contesto della lotta contro le organizzazioni rivoluzionarie.

Venne inaugurato nel ’94 come un complesso penitenziario buono e fino ad allora inedito, una struttura in cui si è cercato di implementare un rigido regime interno che, tra le varie cose, prevedeva visite per mezzo di sale appositamente destinate a tale scopo e un’ora nel cortile.

Inoltre, il carcere è praticamente impercettibile dall’esterno, il che lo rende ancora più isolato e invisibile.

Da un altro punto di vista, non è chiaro in quali condizioni carcerarie o regime sarebbero tenuti i prigionieri trasferiti. Il carcere di Rancagua è in concessione, il che significa che gran parte del suo funzionamento dipende da imprese esterne, a differenza del CAS, che dipende quasi interamente da entità statali. Questo si traduce, tra l’altro, nel fatto che il cibo del carcere viene portato da una società esterna come la Sodexo, che non fornisce le condizioni nutrizionali minime. Inoltre, nelle carceri in concessione, l’ingresso di pacchi da parte di amici e familiari è soggetto a limiti per praticamente tutti i tipi di alimenti, libri, ecc.

Attualmente tutti i prigionieri trasferiti sono tenuti rinchiusi 24 ore su 24 nelle loro celle, e ciò sarà mantenuto per quattordici giorni per l’eventualità del contagio da Covid, una disposizione completamente ingiustificata poiché non manterranno contatti con nessun altro prigioniero che non rientri nello stesso modulo, non avranno contatti con il resto della popolazione carceraria. Di fronte a questo scenario di isolamento totale e di fronte al nuovo regime carcerario, i prigionieri hanno iniziato uno sciopero della fame liquido, esigendo la fine delle condizioni di reclusione assoluta e il miglioramento della propria qualità di vita.

Tra i prigionieri in mobilitazione ci sono i compagni anarchici e sovversivi, il cui stato di salute, a poco più di un mese dalla fine di uno sciopero della fame durato cinquanta giorni, potrebbe divenire più complicato.

Con queste parole faccio appello a tutti gli individui e collettivi anticarcerari, antagonisti, antiautoritari affinché siano consapevoli della situazione dei compagni anarchici e sovversivi trasferiti nel carcere di Rancagua, i nostri compagni imprigionati non debbono mai sentirsi soli.

Mano aperta al compagno.
Pugno chiuso al nemico.
Solidarietà attiva e combattiva.

Mónica Caballero Sepúlveda, prigioniera anarchica.
Primi giorni di giugno 2021

[Testo in spagnolo su anarquia.info, traduzione italiana pubblicata in malacoda.noblogs.org].




Fonte: Roundrobin.info