Dicembre 2, 2022
Da Radio Blackout
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Torino città indebitata, svenduta, privatizzata, il filo conduttore di tutte le amministrazioni comunali che dalle Olimpiadi del 2006 a oggi si sono succedute e che non hanno mai invertito la tendenza. Aziende private, fondazioni, banche sono gli attori che in questa città gestiscono, per delega, il patrimonio immobiliare che dovrebbe essere pubblico. All’origine vi sono due fenomeni: il debito creato con le olimpiadi invernali nei confronti di istituti creditizi e poi il fatto di aver investito nei derivati, un gioco in borsa in cui il debito del comune si è amplificato andando così a “legittimare” l’alienazione di bene pubblici.

Nell’articolo di Fabio Balocco apparso sul Fatto Quotidiano, viene fatto un excursus dei vari progetti che nella città di Torino hanno visto l’intervento di enti privati nella loro gestione, vendita e utilizzo. Abbiamo approfondito con lui la svendita del patrimonio pubblico e la questione delle presunte compensazioni, le quali vengono spesso utilizzate come arma di ricatto e di giustificazione rispetto a dei progetti che devono essere approvati a beneficio del privato, a fronte di un bilancio comunale completamente in rosso a causa dell’alimentazione del debito.

Uno degli ambiti in cui investimenti privati hanno un canale preferenziale rispetto al pubblico è quello che riguarda la questione abitativa: un esempio eclatante lo ricopre il bonus del 110% . Se in origine sarebbe dovuto essere un dispositivo utile al miglioramento delle condizioni degli immobili, un’opera per la sostenibilità energetica ed ecologica delle abitazioni, in realtà si è immediatamente trasformato in un’occasione di business per il rifacimento delle facciate degli immobili. Al contempo, per quanto riguarda l’edilizia popolare pubblica non vi è alcun investimento, gli stessi fondi del pnrr non sono stati utilizzati per la ristrutturazione delle case popolari, ma per la cosiddetta riqualificazione di alcune zone, come avvenuto con il recente sgombero delle case atc di via Sospello. Abbiamo approfondito questi temi con il collettivo Prendocasa.





Fonte: Radioblackout.org