Ottobre 6, 2021
Da Hurriya
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Fonte: Gancio

Presidio Solidale davanti al Tribunale di Torino il 7 ottobre, ore 10:30
Presidio davanti al CPR di Torino il 9 ottobre, ore 16

Il 7 febbraio 2019 scattava a Torino l’operazione Scintilla.
Quel giorno veniva sgomberato l’Asilo, occupazione storica nella quale si sono organizzate negli anni diverse lotte che hanno attraversato i quartieri di Aurora e Barriera di Milano. La reazione a quello sgombero è stata forte e determinata e ha coinvolto centinaia di persone che nei giorni e nei mesi successivi hanno dato vita a iniziative e azioni di
solidarietà.

L’indagine della Procura ruotava intorno alla lotta contro i centri di detenzione per immigrati, da sempre viva in città come altrove, dentro e fuori queste strutture. Non si può tenere il conto delle rivolte che il centro di Corso Brunelleschi ha subito dalla sua apertura, danneggiato e devastato dalla rabbia dei reclusi, mentre all’esterno si è sempre
provato a supportare i rivoltosi, rimarcando il ruolo di questi luoghi nei meccanismi di sfruttamento ed esclusione.
Nel corso degli ultimi due anni di indagini per l’operazione Scintilla, otto compagni e compagne vengono arrestati con l’accusa di associazione sovversiva, istigazione a delinquere e alcuni reati specifici, tra cui attacchi incendiari a bancomat delle poste italiane, plichi esplosivi destinati a ditte collegate al funzionamento dei centri per rimpatrio e incendio in concorso con alcuni reclusi del cpr.

Negli ultimi anni il Cpr di Torino rimane un luogo di reclusione e soprusi, dove le persone muoiono inspiegabilmente, come successo lo scorso maggio a Musa Balde, e contro il quale i reclusi continuano a rivoltarsi e incendiare le loro gabbie. Per questo c’è ancora chi in città porta solidarietà fuori da quelle mura e lotta per la loro distruzione.

Il 7 ottobre ci sarà la prima udienza del processo che vede ora imputati 18 compagne e compagni. In quell’occasione ci troveremo fuori dal Tribunale di Torino per un presidio di solidarietà per non lasciare solo chi va a processo e per ribadire che lottare contro i Cpr è più che mai necessario.

L’appuntamento è per le ore 10 e 30 davanti al Tribunale di Torino in via Giovanni Falcone.

Ci preme mandare tutta la nostra solidarietà a Natascia, compagna imputata nell’operazione Scintilla ma detenuta per l’operazione Prometeo, che ha visto richiedere qualche giorno fa dalla Procura di Genova nei suoi confronti e di altri due compagni oltre 17 anni di carcere.

PRESIDIO SOTTO LE MURA DEL CPR DI TORINO SABATO 9 OTTOBRE ore 16 via Monginevro angolo Corso Brunelleschi

Fonte: No CPR Torino

All’interno del CPR, così come nelle carceri, a smuovere la situazione è stato il coraggio di chi è costretto a vivere quotidianamente questi luoghi. L’assenza totale di cure mediche, le espulsioni e il clima di violenza che le forze dell’ordine e l’ente gestore GEPSA vorrebbero affermare e rendere normale dentro il Centro non hanno avuto la meglio sulla determinazione e la voglia di libertà delle persone recluse.

Venerdi 10 Settembre tutte e cinque le unità abitative che compongono l’area Rossa sono state rese inagibili dalle persone detenute che hanno protestato con rabbia e dato fuoco ai materassi. Un ragazzo ha voluto raccontarci al telefono le motivazioni della rivolta e le condizioni quotidiane di detenzione cui sono costretti tra assenza di cure mediche e pestaggi delle guardie.

La determinazione con cui le persone rinchiuse hanno da sempre affrontato la loro reclusione dovrebbe essere d’esempio per noi fuori proprio in un periodo come questo in cui all’esterno ad essere colpita è soprattutto la solidarietà nei confronti di chi lotta e si ribella per distruggere la propria gabbia.

In momenti come questi è quanto mai importante far sentire a chi lotta che non è solo, dimostrare che le gabbie e le mura non riescono a rendere invisibile ciò che accade dentro.

In solidarietà alle persone recluse che quotidianamente lottano e si ribellano dentro il CPR.

In solidarietà ai compagni e alle compagne che negli anni hanno lottato contro i Centri di detenzione amministrativa e adesso si trovano imputati/e nell’Operazione Scintilla, che ha portato anche allo sgombero dell’Asilo Occupato.




Fonte: Hurriya.noblogs.org