Settembre 5, 2021
Da Infoaut
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Ieri, 1 settembre, durante un incontro della scuola di politica di Italia Viva, il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani, ha fatto un intervento il cui contenuto ha fatto molto discutere.

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Da Antudo

Le “sparate” di Cingolani

Sarebbero già molte le cose di cui discutere, a partire dal fatto che Matteo Renzi organizzi una scuola di politica, ma su questo al momento sorvoliamo. 

Le parole oggetto della discussione sono rivolte agli ambientalisti. «Il mondo è pieno di ambientalisti radical chic  – dice – ed è pieno di ambientalisti oltranzisti, ideologici. Loro sono peggio della catastrofe climatica verso la quale andiamo sparati, se non facciamo qualcosa di sensato», e aggiunge: «Sono parte del problema». 

In questa delirante dichiarazione il ministro, però, ha confermato che stiamo andando «sparati» verso una catastrofe climatica, a meno che non si faccia qualcosa di sensato. E quindi ci chiediamo: cosa ha in mente Cingolani per fare quello per cui è pagato profumatamente, cioè trovare soluzioni? E ce lo chiediamo non perché ha attaccato gli ambientalisti, ma perché, ci pare che fino ad oggi tutte le azioni messe in atto da lui e dal suo ministero siano andate nella direzione opposta a quella verso cui dovremmo andare. 

Chi è veramente parte del problema?

Quello che ci chiediamo, anche, è come chi scende in piazza per chiedere ai governi di fare tutto il possibile per ridurre la produzione di CO2, possa essere considerato parte del problema.

È chi va contro i mega impianti fintamente green, inutili per le comunità oltre che altamente impattanti per i territori, ad essere parte del problema? 

È chi mesi fa, come noi, ha fortemente criticato il ministro per avere fatto ripartire gli iter autorizzativi per le trivellazioni in Sicilia e non solo, ad essere parte del problema? 

Ovviamente no. E Pensiamo anzi che le dichiarazioni di Cingolani siano utili solo a difendere l’attuale modello di società, basato sui consumi e la crescita continua e a tutti i costi. Ed è folle pensare che senza mettere in discussione questo modello di sviluppo, si possa arrestare la crisi climatica.  Anche per questo crediamo che siano i ministri come Cingolani ad essere parte integrante del problema, addetti ai lavori che invece di fare i nostri interessi, quelli delle comunità, difendono quelli delle multinazionali come Eni, responsabile della devastazione in cui versano interi territori della nostra isola e di tutto il mondo.

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Fonte: Infoaut.org