Marzo 26, 2022
Da Umanita Nova
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Dopo un 2020 catastrofico per la stampa anarchica con la tragica morte di Paolo Finzi e la conseguente chiusura di “A-Rivista anarchica”, il 2021 e questo inizio di 2022 ci stanno mostrando una incoraggiante effervescenza editoriale con la nascita (o rinascita) di ben tre periodici.

EMMA

A marzo 2021 abbiamo visto uscire il primo numero del semestrale EMMA. Culture e Pensieri Libertari. Il titolo è un dichiarato omaggio all’anarchica Emma Goldman. Carlotta Pedrazzini nell’editoriale “Resistere al deserto” delinea il programma del nuovo progetto editoriale: “affrontare, attraverso analisi di ampio respiro, i problemi del nostro tempo, mantenendo alta l’attenzione critica nei confronti del potere, delle derive autoritarie, delle ingiustizie. Con l’obiettivo di provare a fornire strumenti per l’interpretazione di un contesto socio-politico che rifiutiamo e che vogliamo cambiare”.

La grafica è di notevolissimo livello (sul n. 2 non manca una graphic novel), le pagine oscillano tra le 82 del primo numero e le 118 del secondo (settembre), il prezzo – elevato – è di 16 euro. Nella scelta degli articoli, scrive ancora Carlotta “è possibile scorgere dei fili rossi che attraversano tutti i contributi. Pur nella loro diversità, gli scritti […] portano alla luce le dinamiche di sfruttamento messe in atto dalle élite di potere e la sempreverde volontà di governi e chiese di punire, respingere, eliminare chi non è considerato funzionale o conforme, così come il crescente ricorso a controllo sociale e centralismo per “risolvere” crisi e problemi.”

Tra le rubriche “fisse” troviamo in ogni numero un “ritratto” di donna anarchica, fin qui Louise Michel e Virgilia D’Andrea ma speriamo di veder presto comparire nomi meno noti in Italia come Amparo Poch y Gascón o Teresa Mañé Miravet (ma quanto a donne anarchiche c’è veramente solo l’imbarazzo della scelta !), troviamo poi un “glossario” che analizza un concetto significativo (antimilitarismo ed ecologia sociale), un racconto di Paolo Pasi, la recensione di un libro significativo, la presentazione di una esperienza di autogestione (la Gatta Nera nella bassa modenese e la Scighera di Milano), la ricostruzione di un evento storico… Gli articoli sono brevi (ma non per questo superficiali), in un linguaggio piano e in generale la rivista è sicuramente utile per favorire la diffusione delle idee libertarie tra un pubblico non militante.

Prospero editore, www.emmarivista.org abbonamento annuale 30,00 Euro (il terzo numero è in arrivo).

COLLEGAMENTI

In questo caso non si tratta di una novità ma di un felice ritorno. Collegamenti per l’Organizzazione Diretta di Classe si pubblica (con varie interruzioni) dal 1977. Dal 1983 aveva adottato il titolo di “Collegamenti Wobbly”. Gato Soriano e Cosimo Scarinzi nel ripercorrere, sul n. 2, la storia del periodico (a partire dall’omonimo bollettino che l’aveva preceduto dal 1973) osservano che alle sue origini vi è “un operaismo […] critico di tutte le forme di organizzazione percepite come esterne alla classe, sia sul piano politico che su quello sindacale […] non a caso le radici di quest’ipotesi vengono individuate nelle vicende degli IWW”, pur essendo “i compagni che danno vita a quest’esperienza di formazione libertaria in senso lato, è un impianto sostanzialmente difforme da quello tipico del movimento anarchico, al punto che per certi versi lo si può considerare persino “estraneo” ai miti fondativi dello stesso movimento anarchico di quegli anni […]”. Le lotte autonome dei lavoratori, il conflitto di classe sono quindi fin dall’inizio al centro dell’elaborazione: “È un ambiente che non si riconosce nell’opposizione canonica marxismo-anarchismo, anche perché il Marx cui si fa riferimento è quello della sinistra comunista tedesco-olandese (Korsch, Pannekoek, Gorter, Mattick e della stessa Rosa Luxemburg), quindi il Marx dei consiliari”.

I redattori, perlopiù impegnati attivamente nelle varie istanze del sindacalismo di base, hanno deciso di dare vita a una nuova serie della rivista per “l’esigenza di una riflessione più approfondita e sistematica rispetto alla militanza quotidiana”. In questo caso si è scelto di abbattere i costi puntando su di una edizione in .pdf che può essere richiesta gratis a [email protected] o letta direttamente online.[1] Ne viene stampato un numero limitato di copie, ottenibile a poco più del costo di stampa.

Collegamenti è semestrale e nel 2021 ne sono usciti due numeri (più un quaderno speciale sul Messico di Claudio Albertani e Fabiana Medina, il terzo numero è in arrivo).[2] Gli articoli sono corposi ed esplicitamente indirizzati a fungere da strumento nelle lotte quotidiane, appaiono quindi rivolti a un pubblico di militanti. In ogni numero troviamo analisi (lo stato del conflitto di classe, la distruzione della libertà sindacale, il PNRR…), approfondimenti sulle varie situazioni di lotta italiane ed estere (Alitalia, GKN, le cooperative di Nichelino, i riders, Amazon in Alabama, i minatori in Ucraina, la ribellione in Kazakhistan…), articoli storici (Carlotta Orientale, la Camera del lavoro sindacale di Livorno 1920-22…), recensioni di libri e riviste.

SEMI SOTTO LA NEVE

Fresco di stampa è poi il primo numero di Semi Sotto la Neve, Rivista Libertaria. Quadrimestrale, formato libro, 106 pagine, una grafica “bianca” e pulita che richiama la neve del titolo, immagini belle ed essenziali. Scrive la redazione: “con l’espressione «semi sotto la neve» (coniata da Ignazio Silone e ripresa concettualmente da Colin Ward) intendiamo proporre ai nostri lettori una rinnovata interpretazione del pensiero anarchico, delle esperienze libertarie e delle pratiche mutualistiche”; lo scopo è quindi quello di ”valorizzare la dimensione costruttiva, positiva e sperimentale di una tradizione sociale, politica e culturale che riconosciamo come antiautoritaria e solidaristica” presentando esperienze pratiche di organizzazione libertaria che, senza trionfalismi, possono prefigurare un modello diverso di società. Il pensiero anarchico viene quindi riletto in modo critico e autocritico confrontandolo e contaminandolo “con altre espressioni culturali che conservano una spinta propulsiva in direzione di un’effettiva emancipazione sociale e umana”.

Nel primo numero sono presentati tre di questi “semi sotto la neve”: un’esperienza in ambito scolastico (i Saltafossi, Bologna), un villaggio ecologico (Granara, Parma) e l’Edicola 518 (Perugia). La struttura della rivista prevede poi rubriche fisse di “Approfondimenti” (uno spazio più teorico ma sempre con un taglio propositivo, in questo numero leggiamo riflessioni sulla libertà e sulle problematiche di genere aggravate dalla pandemia), “Internazionale” (la traduzione di articoli e saggi, in questo caso “Sul concetto di prefigurazione in ambito anarchico” di Tomás Ibáñez), “Conversazioni” (dialoghi con persone o gruppi considerati rilevanti, in questo numero Paolo Cognetti, scrittore e viaggiatore), “Radici” (profili di pensatori e pensatrici, in questo caso Kropotkin e Bookchin) e “Recensioni”.

Una copia costa 6 euro, l’abbonamento minimo è di 15,00 euro (consigliati 30,00 o più), [email protected] , ogni numero sarà disponibile gratis online dopo la pubblicazione del successivo.

In questo tragico contesto, in cui dalle politiche securitarie generate dalla gestione della pandemia stiamo passando senza soluzione di continuità alla guerra dispiegata, nuovi strumenti di riflessione su fronti diversi sono quanto mai utili e necessari, auguriamo quindi alle nuove riviste il miglior successo.

Mauro De Agostini

NOTE

[1] https://issuu.com/collegamentiwobbly

[2] Cfr Mauro De Agostini, “Note sul Messico. Quando e perché si è fottuto un paese” , https://umanitanova.org/note-sul-messico-quando-e-perche-si-e-fottuto-un-paese/




Fonte: Umanitanova.org