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Serie di femminicidi in Emilia-Romagna, manifestazione oggi in piazza Maggiore: “Violenza comincia nelle case, in famiglia- e la vendetta degli uomini si scaglia non a caso anche contro figlie e figli- e si diffonde in tutta la società”. Domani di nuovo in strada per il Transgender Day Of Remembrance, il 27 manifestazione nazionale a Roma.

19 Novembre 2021 – 19:23

Sono stati tre i femminicidi negli ultimi tre giorni in Emilia-Romagna, per mano di uomini che facevano o avevano fatto parte dei nuclei familiari delle donne uccise. Per questo Non Una di Meno Bologna è scesa oggi in piazza con una manifestazione per “condividere la rabbia per queste morti ammazzate”, vittime di una “strage che mostra che la violenza maschile contro le donne è un fatto ordinario che rischia di scagliarsi contro tutte coloro che non sono disposte a essere sottomesse, ad accettare di obbedire ai loro padri, mariti e compagni, che rifiutano di stare al loro posto. Il 16 novembre a Modena Milena Calanchi è stata ammazzata da suo figlio. Il 17 novembre a Sassuolo Elisa Mulas, i suoi due bambini di due e cinque anni e la loro nonna sono stati ammazzati dall’ex compagno. Il 18 novembre a Montese Anna Bernardi è stata ammazzata dal suo compagno. Dall’inizio dell’anno contiamo più di 100 i femminicidi. Una donna ogni tre giorni. Non possiamo stare in silenzio, l’atrocità di queste morti ci costringe ad anticipare l’inizio della settimana contro la violenza maschile sulle donne e di genere”.

Continua il comunicato della rete transfemminista: “Anche se la stampa continua a parlare di follia, raptus, dramma familiare, o persino eccesso d’amore, noi sappiamo che questa violenza omicida è una reazione alla pretesa di libertà delle donne, una pratica vendicativa e punitiva messa in atto da uomini che vorrebbero essere padroni della vita e del corpo di ogni donna. Questa violenza comincia nelle case, comincia in famiglia – e la vendetta degli uomini si scaglia non a caso anche contro figlie e figli – e si diffonde in tutta la società. Noi non vogliamo più una donna in meno. Noi continueremo a lottare e far sentire la nostra voce contro questa violenza che non possiamo accettare, noi saremo nelle piazze per rompere l’isolamento – delle mura domestiche, dei posti di lavoro, dei ‘centri di accoglienza’ per migranti – e fare del nostro rifiuto della violenza un grido collettivo, altissimo e feroce”. E se oggi Non Una Di Meno è stata in piazza, “domani saremo ancora lì per il TdOR (Transgender Day Of Remembrance)”, con appuntamento sempre in piazza Maggiore alle 17, con l’intenzione di continuare “a invadere lo spazio fino al 27 novembre”, giorno della manifestazione nazionale promossa dalla rete transfemminista a Roma: sulla pagina Facebook di Non Una Di Meno Bologna le indicazioni per la trasferta in bus. “Non vogliamo dover più contare vittime della violenza maschile che colpisce donne, persone migranti, lesbiche, gay, bisessuali e persone trans. Vogliamo essere libere dalla violenza strutturale, noi scendiamo in piazza per ribaltare la normalità di questo sistema che ci ammazza! Scendiamo in piazza e chiamiamo tuttu e tutte a farlo con noi perchè la risposta può essere solo collettiva”, si aggiunge nel comunicato.

Non Una di Meno segnala inoltre quanto riportato dal Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna sul femminicidio di Elisa Mulas, della madre e dei suoi figli a Sassuolo: “Il Comune di Sassuolo ha messo a disposizione il Fondo di solidarietà Città di Sassuolo per raccogliere donazioni destinate alla bambina ,sopravvissuta alla strage perchè era a scuola. E’ un gesto doveroso, importante ed apprezzabile, ma ci sarà bisogno di molto di più. In Italia ci sono centinaia di ‘orfani/e speciali’: i figli/e delle donne uccise, vittime essi stessi. Questi bambini/e necessitano di maggiore considerazione e sostegno da parte delle Istituzioni. Non devono essere dimenticati. A questa bambina, rimasta senza mamma ed ai suoi due fratellini, uccisi dal padre, va il nostro affettuoso pensiero”.




Fonte: Zic.it