Gennaio 17, 2023
Da Radio Onda D'Urto
205 visualizzazioni
TRE FEMMINICIDI DA INIZIO ANNO PER MANO DI UOMINI (ARMATI). UN VIAGGIO NELL’ITALIA DELLE ARMI “LEGALMENTE” DETENUTE

Affrontiamo il tema delle armi in Italia, correlato ai femminicidi, partendo dall’ultimo saggio di Giorgio Beretta dal titolo “Il Paese delle armi. Falsi miti, zone grigie e lobby nell’Italia armata”

Lo facciamo analizzando alcuni dati oggettivi: tre sono stati i femminicidi dall’inizio del 2023 che sono avvenuti con armi da fuoco detenute legalmente. Il più lampante il femminicidio avvenuto a Roma, dove Costantino Bonaiuti ha ucciso con una pistola (detenuta legamente) l’avvocatessa Martina Scialdone, che aveva deciso di chiudere la loro relazione. Bonaiuti aveva una licenza per uso sportivo e un arsenale, perchè una persona con “difficoltà mentali” può detenere legalmente armi in Italia.

Il tasso di femminicidi in Italia in «ambito affettivo» da parte del partner è inoltre più alto tra chi detiene un’arma legalmente. Un esempio è il caso di inizio 2023 a Genova, dove una guardia giurata di 32 anni, Andrea Incorvaia, ha ucciso con la pistola di ordinanza la fidanzata 23enne, Giulia Donato e poi si è tolto la vita sparandosi.

Ma quante persone detengono armi in Italia (legalmente o illegalmente)? Come si fa a ottenere il porto d’armi? Quali sono le zone grigie e i vuoti normativi? Approfondiamo il tema con Giorgio Beretta, analista dell’Osservatorio permanente sulle armi leggere di Brescia. Ascolta o Scarica.




Fonte: Radiondadurto.org