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Il processo al ricercatore dell’Alma Mater, in carcere da 22 mesi, è stata aggiornato all’1 febbraio. Da Patrick libero: “Temiamo possa essere subito arrestato di nuovo”.

07 Dicembre 2021 – 13:12

La seconda divisione del Tribunale di Emergenza per i reati minori di Mansoura, in Egitto, ha stabilito oggi che Patrick Zaki sarà rilasciato ma non assolto per l’accusa di diffusione di false notizie in Egitto e all’estero. Il processo è stato aggiornato al’1 febbraio 2022. “Temiamo che possano arrestarlo domani imputandogli nuovi capi d’accusa”, dichiara il movimento
Patrick libero citando il meccanismo della cosiddetta “porta girevole”, pratica con cui la magistratura egiziana incarcera una persona poche ore dopo che è sopraggiunto il rilascio, l’assoluzione o il termine dei due anni di detenzione preventiva previsti dalla legge. Intanto oggi “il giudice non ha comunicato una risposta in merito all’istanza degli avvocati di poter ottenere i video delle telecamere di sorveglianza dell’aeroporto del Cairo relativi al 7 febbraio 2020, giorno dell’arresto. Non è insolito che i giudici non rispondano alle istanze degli avvocati”, aggiungono le/gli attivisti, spiegando che i legali stamani hanno chiesto l’acquisizione dei video per dimostrare che il ricercatore sarebbe stato arrestato il 7 febbraio 2020 appena sceso dal volo che dall’Italia lo riportava in Egitto, e non l’8 febbraio a Mansoura come scritto negli atti ufficiali. Dal momento che dall’atterraggio i familiari hanno perso di lui traccia, si dimostrerebbe così la tesi del sequestro di persona da parte delle autorità giudiziarie. “I legali stanno cercando di capire anche se possono adire una legge che prevede alcune eccezioni al divieto di lasciare il paese, e che potrebbe permettere a Patrick di partire. Tuttavia è difficile che i giudici acconsentano a ricorrere a questa norma”. Infine, resta da capire se i giudici intendono applicare il fermo notturno, che obbliga gli imputati a pernottare dalle 18 alle 6 del mattino presso la più vicina stazione di polizia.




Fonte: Zic.it