Settembre 20, 2022
Da Radio Blackout
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Il 17 settembre duemila persone hanno dato vita ad una pride critica, indecorosa, transfemminista, queer che ha attraversato le strade di Trieste.
Lu organizzator* della giornata hanno scritto: “È stata una giornata incredibile. Lo è stata per la partecipazione, oltre ogni nostra ottimistica previsione per un’iniziativa del genere, nata dal basso, senza sponsor o patrocini, pubblicizzata soltanto attraverso i manifesti affissi ai muri, i volantinaggi e un breve comunicato inviato alla stampa locale.
Lo è stata per i contenuti portati in strada, che hanno tentato di raccontare soggettività queer differenti da quelle che ci vengono solitamente propinate: precarie, ricattabili, ma pronte a lottare.
Lo è stata per la determinazione e il coraggio di una piazza che ha saputo autogestirsi dall’inizio alla fine, dalla partenza del corteo fino all’after party notturno, cacciando gli sbirri e i molestatori dalla parata, e continuando a sfilare per le vie del centro, anche a manifestazione ufficiale finita, sfidando le prescrizioni della questura.
Riportiamo uno stralcio dal manifesto di lancio della giornata: “Vogliamo uscire dalle norme, dalle etichette e dallo stigma eterosessuale e patriarcale, a partire da quegli stessi contesti LGBTQIA+ in cui troviamo riprodotte altre norme a cui adattarsi, altri stigmi dettati dal giudizio sul corpo, il modo di vestire, le scelte di vita intraprese, etc.
Vogliamo che la nostra comunità sia la fonte da cui traiamo la forza per affermarci, accettarci e amarci, e non, invece, un palcoscenico “imposto” dove subiamo la violenza del giudizio altrui.
Gli spazi di incontro e aggregazione per le persone queer a Trieste sono pochi e concentrati nei soli luoghi di consumo.
Sentiamo, quindi, il bisogno di creare uno spazio attraversabile da chiunque, dove creare assieme modi di stare diversi: liberə dall’oppressione, liberə di vivere la nostra identità di genere e sessuale, o di rinunciarvi. Rifiutiamo l’eteronormatività perché è la base delle relazioni gerarchiche e di oppressione. Per tutto questo, non possiamo intraprendere questo percorso senza definirci anticapitalistə, antifascistə, antirazzistə, antiabilistə, anticolonialistə.”

Ne abbiamo parlato con Giovanni, uno de* compagn* che hanno partecipato al percorso di costruzione di Smarza Pride.

Ascolta la diretta:





Fonte: Radioblackout.org