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Manifestazione da piazza San Domenico, cori contro Confindustria e flash mob davanti alla sede dell’Azienda sanitaria in via Castiglione: “La pandemia, come una lente di ingrandimento, ha mostrato i risultati di decenni di tagli. Ora un piano per la salute del territorio”.

12 Dicembre 2020 – 17:02

“Una bella giornata per la salute del territorio, un primo passo di tanti ancora da percorrere insieme”. Con queste parole l’Assemblea per la salute del territorio conclude la manifestazione che si è svolta oggi pomeriggio con partenza da piazza San Domenico, flash mob davanti alla sede dell’Ausl in via Castiglione e tappa finale sotto le Due torri. Lungo il percorso, le/i manifestanti (vestiti di blu) sono passati anche nelle vicinanza della sede di Confindustria salutata dal coro “assassini, assassini” e poi da quello “reddito, salute dignità”. Poco più avanti, sfilando davanti all’Ausl, i le/i manifestanti ne hanno man mano riempito l’ingresso con cartelli (anche questi blu): un modo per rendere visibili “le rivendicazioni che nelle piazze e nelle assemblee abbiamo deciso insieme”, è la voce dell’Assemblea: “Non vogliamo più che la sanità sia gestita da enti privati, non vogliamo più che i soldi vengano trovati soltanto nelle tasche della popolazione. Vogliamo che i finanziamenti delle istituzioni vadano a creare servizi accessibili a tutti. La pandemia ha fatto vedere il buco che c’è nelle risposte della sanità: mancano medici, infermieri e professionisti sanitari in generale, mancano luoghi fisici e percorsi, perchè veniamo da anni e anni di tagli e la pandemia, come una lente di ingrandimento, ha fatto vedere a cosa questi tagli hanno portato”.

> Intervento alla partenza della manifestazione (l’articolo prosegue sotto):


“Puntare su un modello digitale della sanità territoriale significa escludere i più fragili. Dopo dieci mesi di pandemia il numero degli esclusi dai servizi sanitari è solo aumentato. Pretendiamo che il Next Generation Eu venga usato per ampliare, invece, l’accesso alla sanità. Basta col privato che ha depauperato la salute in Italia. Vogliamo interventi mirati del servizio sanitario sulla base dei bisogni delle persone che abitano il territorio”, sottolinea dalla piazza il Laboratorio salute popolare, che in un altro intervento mette in evidenza “la necessità della assistenza psicologica pubblica di bas per una salute inclusiva e preventiva. Per questo dobbiamo produrre anche ambulatori psicologici”.

(l’articolo prosegue sotto le foto)

Non sta andando tutto bene – Manifestazione all’Azienda Sanitaria Locale

Tra gli altri interventi, un rappresentante dei medici specializzandi ha esposto la necessità di “un’assistenza sanitaria libera, laica e accessibile a tutti”, mentre il sindacato Sgb ha ricordato “Antonella, operatrice sanitaria deceduta a causa del Covid perché aveva necessità di lavorare, pur essendo fragile fisicamente”. Dal microfono si sottolinea anche l’importanza di “rimettere al primo posto la salute delle soggettività non eteronormate” e di “ricordare come l’accesso all’aborto sia difficile in questa fase di pandemia, mentre i consultori sono ancora chiusi”.

All’arrivo sotto le Due torri, così l’Assemblea per la salute del territorio: “Da qui deve ripartire una lotta per pretendere una sanità di prossimità, accessibile a tutti, gratuita. Vogliamo un sistema di tracciamento adeguato, vogliamo nuove assunzioni. Non vogliamo una salute in mano ai privati, che pensano solo a ingrossare i propri profitti. Ci mobiliteremo anche nei prossimi mesi, perchè vogliamo che i finanziamenti pubblico vadano sulla salute, non per esempio sulle grandi opere. Basta anche con la precarietà del lavoro, vogliamo la stabilizzazione dei lavoratori essenziali e non solo. La marea blu è appena iniziata. Metteremo per iscritto un piano per la salute del territorio di Bologna. Salute reddito dignità!”.

Conclusa la manifestazione per la salute, “riteniamo sia fondamentale- ha aggiunto l’Assemblea- scendere in piazza con le lavoratrici Yoox“, sempre oggi in presidio al Nettuno, “che subiscono il ricatto di condizioni di lavoro indegne. Per noi la salute è anche la salute psicofisica, mentale, la dignità umana di poter vivere una vita degna. Solidarietà alle lavoratrici in lotta!”.




Fonte: Zic.it