Ottobre 11, 2021
Da Il Manifesto
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È giunto alla XVI ma edizione il Festival di letteratura per ragazzi Tuttestorie che si svolge a Cagliari all’Exmà e in molti altri luoghi della città e dell’entroterra grazie ai sistemi bibliotecari e alle scuole, nelle quali prosegue sino al 15 ottobre. Quest’anno il titolo è Dietro la curva c’è l’infinito. Racconti visioni e libri vagamondi: il viaggio in tutte le sue forme, immaginarie e reali, fantastiche e no.

«TUTTESTORIE» è un caso particolare nel panorama nazionale, essendo contraddistinto da una sua identità specifica, fatta di un marcato senso di comunità, che si respira già all’ingresso dell’ex Mattatoio. Sono pensieri, immagini e parole che uniscono gli autori dei libri ai piccoli lettori, alle loro maestre e alle famiglie: da subito questo senso di appartenenza lo si è voluto come una trama di base dell’operare del festival, evento che impegna centinaia di persone, tra cui decine di volontari, ragazzi delle scuole, ex alunni, genitori appassionati.

I QUATTRO IDEATORI del Festival, Bruno Tognolini, Manuela e Cristina Fiori, Claudia Urgu lo hanno sempre pensato così: un luogo dove le storie dei bambini si intrecciano con quelle dei libri e con le storie che dai libri si librano e viaggiano, prendendo anche altre forme, quali i film, le opere d’arte, i laboratori, il canto e la musica.
Funziona così: ogni anno il Festival sceglie con molto anticipo un tema e un titolo, traccia che scrive e descrive un grande percorso educativo collettivo che inizia ad aprile. Alle scuole e agli insegnanti viene inviata una lettera di invito a partecipare al festival con il titolo e il tema dell’anno, cui i ragazzi contribuiranno con i loro materiali, quali: testi disegni o immagini che troveranno spazio nel festival e, soprattutto, nello scambio con gli autori e artisti che su quell’argomento presenteranno le proprie creazioni e opere letterarie nel mite clima dell’ottobre cagliaritano.

OGNI ANNO, poi, nasce in tema una canzone – un valzer, una marcia – e questi sono gli «inni» della manifestazione, con le musiche di Antonello Murgia, che la comunità dei lettori canterà e ballerà: il più gettonato è l’Inno del coraggio, del 2016.
È, questo, anche il lavoro dell’Ufficio poetico: un’enorme raccolta, nel tempo, di suggestioni, rime, pensieri e spunti dei bambini (La notte per me è un pezzo di giorno (2010); Io vorrei andare oltre la Sardegna nell’extra-spazio (2015).
Da questi testi, oltre ai brani musicali, a volte nascono dei libri, ed è il caso di Magari! (illustrato da Giulia Orecchia, Camelozampa), il nuovo libro di quartine di Bruno Tognolini, che prende le mosse da Tuttestorie del 2018, dedicato ai desideri.
Il festival del 2021, anche in ragione delle regole anti-covid si è sparpagliato per Cagliari, invitando i bambini a nuovi sguardi sul paesaggio urbano, in luoghi inusuali, scenografie naturali in sé teatrali, come il Villaggio dei pescatori del Giorgino, l’orto botanico o il parco di Molentargius, tra luce rosata e fenicotteri: sono nati così laboratori e presentazioni gioiosi e anomali, disubbidienti, e passeggiate letterarie in bicicletta. Le parole, le immagini e l’arte si fondono con il paesaggio, e i ragazzi dell’oggi saranno adulti più consapevoli e liberi in rapporto all’ambiente.
Tutti, a Cagliari, ricordano l’incredibile azione partecipata del 2019, quando il titolo era Terraterra, e giunsero via mare, cielo e di mano in mano terre di ogni dove del pianeta: le si mescolarono e fu realizzata una pianura sul piazzale dell’Exmà e poi, alla fine ognuno portò via con sé un po’ di terra del mondo. Autori, organizzatori e pubblico sono concordi nell’affermare che al Festival Tuttestorie si respira un’aria di famiglia e di festa: si mangia insieme ai pasti, ci si aiuta, ci si ascolta. È una macchina complicata, Tuttestorie, e richiede partecipazione.

NEL POST-PANDEMIA, 80 ospiti anche internazionali e quasi 400 appuntamenti sono i numeri di questo Festival speciale, che nel 2006, anno d’esordio, vide il commosso ritorno in pubblico di David Grossmann dopo la morte in guerra del figlio Uri.
Elena Iodice, architetta all’origine e felice didatta d’arte per bambini, lo frequenta da anni e dice che ogni volta sente di tornare a casa. Gioia Marchegiani, illustratrice, afferma: «A Tuttestorie si respira un incanto raro, ed è il fatto che dalle pagine di un libro per ragazzi nascono altre forme espressive, le più varie». Una comunità delle idee, insomma, delle domande dei bambini, della poesia che suscitano, e delle possibili storie che si intersecano a tutto ciò.




Fonte: Ilmanifesto.it