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Dopo 12 mesi vissuti “in assenza totale di prospettive”, oggi presidio delle/i professioniste/i dello spettacolo e della cultura in piazza San Giuseppe: “Per misure di reddito e di sostegno strutturali, per una totale riforma del nostro settore, per la sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici”.

23 Febbraio 2021 – 17:44

Tornano in piazza le lavoratrici e i lavoratori della cultura e dello spettacolo, ad un anno esatto da quel 23 febbraio 2020 che sancì il blocco totale del settore a causa dell’emergenza Covid. “Per centinaia di migliaia di lavoratori del settore, un anno di profonda precarietà, disoccupazione, assenza totale di prospettive”, sottolineano i promotori di un presidio che si è svolto oggi in piazza San Giuseppe: Professionistə Spettacolo e Cultura – Emilia Romagna, Midj Emilia-Romagna, Sarte di scena, Stagehands Bologna – Facchini dello spettacolo, Rete Intersindacale Professionisti Spettacolo e Cultura e Adl Cobas Emilia-Romagna. “In questo anno non abbiamo mai smesso di lottare per misure di reddito e di sostegno strutturali, per una totale riforma del nostro settore, per la sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici. Siamo anche consapevoli che una riforma del settore- è il messaggio veicolato tramite la manifestazione- non possa esistere se non all’interno di un sistema di welfare che permetta a tutt* di superare la soglia di povertà, grazie all’introduzione di un reddito di base universale. Chiediamo la presa in carico da parte delle istituzioni competenti delle seguenti urgenti e necessarie richieste: sblocco immediato e conseguente erogazione dei ristori rimasti in sospeso (DL ristori 5) durante queste settimane di instabilità governativa; tempestiva convocazione di un Tavolo interministeriale che coinvolga lavoratrici e lavoratori del settore spettacolo e cultura, al quale siedano Ministero del Lavoro, Ministero dello Sviluppo Economico e Ministero dei Beni e delle Attività Culturali; attuazione di una ormai necessaria riforma strutturale formale e fattuale, del settore che tuteli realmente non solo grandi enti e grandi aziende ma anche e soprattutto lavoratrici e lavoratori; progettazione e realizzazione di tutte le misure, economiche e non, relative ai protocolli di sicurezza, necessarie a garantire una vera e totale ripartenza del settore; concretizzazione di provvedimenti finalizzati al finanziamento e al sostegno delle piccole e medie realtà che si occupano di spettacolo e di cultura, che ad un anno dal blocco del pubblico spettacolo rischiano di chiudere e di non poter più compiere il loro fondamentale ruolo legato alla cultura di prossimità su tutto il territorio del nostro Paese”.




Fonte: Zic.it