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Test rapidi gratuiti ogni settimana in vicolo Bolognetti su iniziativa di Laboratorio Salute popolare, Adl Cobas e Riders Union. Oggi presidio di Usb, Noi Restiamo, Potere al Popolo, Rete dei Comunisti e Prc in Regione: “No al mercato dei vaccini”. Su questo stesso tema, ieri, esposto uno striscione davanti alla Bi-Rex.

12 Febbraio 2021 – 14:43

A Bologna arriva il “tampone sospeso” per i lavoratori e le lavoratrici senza tutele: l’iniziativa è promossa dal Laboratorio Salute Popolare, in collaborazione con Adl Cobas Emilia-Romagna e Riders Union Bologna. L’appuntamento per sottoporsi ai tamponi rapidi gratuiti è tutti i giovedì (a partire dal 18 febbraio) dalle 17,30 alle 19,30 nel Quadriportico di vicolo Bolognetti 2. Nonostante sia ormai passato un anno dall’inizio della pandemia, “non sono ancora state messe in campo misure di testing e tracciamento efficaci e diffuse che possano tutelare la salute di migliaia di lavoratori e lavoratrici e, con essa, la salute della popolazione tutta”, scrive il Laboratorio Salute Popolare: “Di fronte a delle politiche sanitarie che, negli anni, hanno soltanto saputo tagliare dal pubblico per dare al privato, la risposta dal basso non può che puntare alla messa in campo di pratiche orientate alla costruzione di un vero stato sociale in cui il diritto alla salute e alla cura sia davvero universale e non dipenda né dal reddito né dal possesso o meno di documenti. I tamponi saranno effettuati dal personale medico-infermieristico del Laboratorio Salute Popolare, che si occuperà anche dell’accoglienza e del triage”. Per ragioni organizzative, sarà necessario prenotarsi chiamando o scrivendo su whatsapp al numero 3511226865. “Ogni tampone gratuito è sostenuto dalle offerte libere che potranno essere lasciate da chi usufruirà di questo servizio e dalle donazioni che si possono effettuare tramite PayPal (paypal.me/labsalute) o direttamente all’IBAN IT91I0501802400000016993578 intestandolo a: Laboratorio Salute Popolare, con causale: donazione per tampone sospeso”.

Oggi, intanto, sotto la Regione Emilia-Romagna si è svolto un presidio “contro il mercato dei vaccini e la speculazione in atto” promosso da Usb, Noi Restiamo, Potere al Popolo, Rete dei Comunisti e Rifondazione Comunista: “Niente come una pandemia dimostra se un sistema economico e politico funziona oppure è completamente sbagliato. Niente come una pandemia dimostra quali interessi stanno nel cuore di quel sistema, se quelli di pochi potenti oppure quelli dell’intera popolazione. Dopo un anno, milioni di morti in tutto il mondo e misure messe in campo dai cosiddetti paesi ‘a capitalismo avanzato’ totalmente inadeguate a fermare e gestire la pandemia, la vicenda dei vaccini sta mostrando in modo inequivocabile la natura di questa società e del sistema economico su cui si regge. Qui nell’Occidente neoliberista si era puntato tutto sul ‘convivere con il virus’ per consentire alle imprese private di continuare a guadagnare. Sempre, con qualsiasi livello di contagi, con qualsiasi numero di morti. Qui tutte le speranze di fermare la pandemia erano state affidate ai vaccini, mai come questa volta cercati e trovati in tempi rapidi, con colossali investimenti soprattutto pubblici (soltanto Moderna ha ricevuto più di 4 miliardi di dollari addirittura dall’amministrazione Trump). Ancora una volta la pandemia mette in luce gli interessi e le speculazioni delle multinazionali. Il vaccino non è destinato a salvare la popolazione ma è inteso come unico strumento per la ripresa della produzione. Chi paga di più le dosi le ottiene prima, e nella misura promessa. Gli altri vedono ridursi le forniture, anche se hanno pagato in anticipo. Ogni paese sospetta che altri siano stati privilegiati, anche all’interno dell’Unione Europea. Nessuna solidarietà, nessun fronte comune. Lo vediamo con Astrazeneca – società anglo-svedese – che taglia del 60% le forniture ai paesi Ue prima ancora di vedere il proprio vaccino riconosciuto dall’Ema. Lo vediamo con Pfizer, società statunitense, che all’arrivo di Biden è stata pressata per aumentare lo stock immediato da destinare agli Usa, anche a scapito di altri ‘clienti’. Forti delle clausole concesse nei contratti alle multinazionali di Big Pharma. Una tarantella economica e di potere che mette costantemente a rischio la campagna di vaccinazione soprattutto nei paesi che non possono giocare al rialzo economico. Se l’umanità vuole sopravvivere deve essere in grado di trovare e fabbricare vaccini, e tutti secondo un piano e dimensioni sufficienti a curare tutti. Per scelta pubblica, senza aspettare che qualche multinazionale ci faccia la grazia. Nel 1952 Salk non brevettò il suo vaccino antipolio per permetterne una diffusione rapida. Al giornalista che gli chiese ‘a chi appartiene il brevetto?’, lui rispose ‘alla gente!’. Per questo il 12 febbraio a Roma saremo sotto la sede di Aifa e in altre città”.

In vista del presidio di oggi, ieri Noi Restiamo ha anche esposto uno striscione “davanti alla Bi-Rex, consorzio- spiega il collettivo- che raggruppa in un partenariato pubblico-privato 57 attori tra Università, Centri di Ricerca e Imprese. Tra queste spicca anche Aetna Group, azienda che da poco ha stretto una collaborazione con la Pfizer con la quale contribuisce allo sviluppo dell’imballaggio e della distribuzione dei loro prodotti farmaceutici. Denunciamo con forza l’ennesima sinergia tra pubblico e privato, soprattutto se va a intaccare la salute collettiva. Infatti, se i fondi sono pubblici, i profitti sono interamente in mano alle multinazionali. Questo ha comportato una guerra nella rincorsa al vaccino, dalla quale le nazioni meno abbienti restano escluse. Al contrario, Cuba ci mostra l’esempio di un vaccino pubblico e a disposizione di tutti gli stati che ne hanno bisogno. Per questo diventa necessario rimettere al centro l’intero settore pubblico, con una nazionalizzazione non solo delle imprese ma anche della conoscenza stessa, affinché anche i brevetti possano diventare un patrimonio collettivo gratuito”.




Fonte: Zic.it