Marzo 16, 2022
Da Il Manifesto
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Dedicato agli amanti delle prugne secche. Nelle settimane scorse sono stati resi noti e pubblicati su riviste scientifiche nuovi dati che testimoniano l’efficacia del consumo regolare di prugne secche sulla protezione dello scheletro. Dunque la prugna secca non è solo una delizia per il palato e tradizionale rimedio per la stitichezza, come anche attestato dall’EFSA-European Food Safety Authority, l’organismo della Ue che si occupa di sicurezza alimentare che ha autorizzato in etichetta la dicitura «contribuisce al mantenimento delle normali funzioni intestinali».

Una revisione di studi (Advances in Nutrition, nmab162) pubblicata nello scorso gennaio ha accertato gli effetti protettivi delle prugne secche sulle ossa di donne in post menopausa, probabilmente in relazione alle loro notevoli proprietà antiossidanti e antinfiammatorie (anche l’indebolimento dello scheletro è un processo con una decisa componente infiammatoria). Un effetto favorevole spiegato in parte anche dal miglioramento della composizione della flora batterica intestinale ottenuto con il consumo delle prugne, notoriamente assai ricche di fibre (una decina di prugne secche fornisce circa 7-8 grammi di fibre, quasi il 25% dell’apporto giornaliero raccomandato). Uno studio statunitense che questa volta ha arruolato uomini ultracinquantenni (Nutrients 2022, 14(2), 276) ha evidenziato l’effetto positivo sullo scheletro del consumo giornaliero di prugne secche, che agiscono modificando favorevolmente il rapporto tra i processi di riassorbimento e di produzione di nuovo tessuto osseo.
Una vera e propria riscoperta (per lo meno dal punto di vista scientifico) di questo frutto, assai popolare e ingrediente di piatti tradizionali, soprattutto della gastronomia triestina e delle confinanti terre slave. A Trieste (crocevia anche in cucina di tradizioni venete, austriache, slave, ebraiche, greche) si mangiano con gusto gli gnocchi preparati con patate e farciti con prugne, conditi con burro, cannella e pane grattugiato tostato. Un mix di sapori sorprendente, ma gradevolissimo, tra il dolce e il salato da servire come primo piatto oppure come dessert. Nella repubblica ceca cucinano altri tipi di gnocchi dolci farciti con prugne, realizzati stavolta con ricotta al posto delle patate e conditi con burro e semi di papavero. Il Slovenia apprezzano molto una pappa di miglio cotto nel latte arricchita di prugne secche.




Fonte: Ilmanifesto.it