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Presidio in piazza XX Settembre dopo la dura sentenza emessa a carico dell’ex sindaco di Riace: una vicenda giudiziaria che “deve essere inserita all’interno di una ormai ventennale tendenza di criminalizzazione delle migrazioni, della solidarietà e della libertà di movimento”, affermano i promotori della manifestazione.

02 Ottobre 2021 – 14:20

“La condanna in primo grado a 13 anni e due mesi di reclusione comminata a Domenico Lucano non è altro che il colpo di coda di un lungo processo giudiziario e politico che, oltre alla gravità della pena e delle accuse a lui inflitte, aveva già smantellato da tempo un sistema di accoglienza virtuoso e dignitoso come quello di Riace, privando i migranti e le migranti, i rifugiati e le rifugiate che avevano trovato in quel territorio una forte rete sociale e occasioni concrete di supporto e di costruzione di una propria autonomia e una propria progettualità”. Inizia così l’appello diffuso nei giorni scorsi per convocare il presidio che si è svolto stamattina in piazza XX Settembre, con la partecipazione di centinaia di persone, “per esprimere solidarietà a Mimmo Lucano e chiedere un cambiamento delle politiche migratorie dello Stato italiano”, dimostrando che “Bologna è una città antirazzista, solidale e accogliente”.

Le accuse che hanno condotto all’esito giudiziario della vicenda Lucano, “che spaziano da quella indifendibile di associazione a delinquere al famigerato reato di favoreggiamento di un’immigrazione che le leggi e le politiche migratorie dei governi italiani degli ultimi anni hanno reso scientemente clandestina- continua l’appello- non fanno altro che confermare un dato di fatto: oggi, in Italia e in Europa, migrare è illegale e mettersi al servizio delle persone migranti è un atto criminale. La condanna di Mimmo Lucano deve essere inserita all’interno di una ormai ventennale tendenza di criminalizzazione delle migrazioni, della solidarietà e della libertà di movimento, che passa per la legge Bossi-Fini, i Decreti Sicurezza (solo parzialmente messi in discussione) per arrivare alle recenti politiche di esternalizzazione delle frontiere europee verso la Turchia e la Libia e le sanzioni pecuniarie e amministrative che hanno preso di mira le navi che prestano soccorso umanitario nel Mar Mediterraneo. Non solo le richieste di asilo e di permesso di soggiorno sono costantemente soggette a rifiuti e negazioni, a ritardi da parte delle Questure e ai ricatti del mercato del lavoro, oggi in Italia le stesse esperienze virtuose di salvataggio, accoglienza e solidarietà nei confronti di migranti e rifugiati vengono trattate alla stregua di azioni criminali”.

Alla manifestazione hanno aderito Blm, Arci, Link, La Mala educaciòn, Libera, Arte Migrante, Binario69, Portico della Pace, Cgil, Fiom, Centro lavoratori stranieri Cgil, Camilla, Laici missionari camboniani, Decolonising the academy, Sconfinamenti Aps, Git Banca Etica Bologna, Prendi Parte, Salvaiciclisti, Bologna for climate justice, B-side Pride, Il manifesto in Rete, Vag61, Percorsi di pace, ExAequo, VentiPietre.




Fonte: Zic.it