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Presidio in piazza Scaravilli (e ingresso del rettorato sbarrato dalla polizia) durante il Senato accadamico, Giovani palestinesi: l’Alma Mater “collabora con istituzioni e imprese direttamente connesse con l’implementazione simbolica e materiale dell’apartheid contro il popolo palestinese e con il mantenimento del colonialismo sionista in Palestina. Rapporti inaccettabili che vanno immediatamente interrotti”.

17 Maggio 2022 – 13:42

Oggi all’ordine del giorno del Senato accademico c’era la discussione di una mozione di boicottaggio di Università, istituzioni e aziende israeliane: in occasione di ciò, davanti al rettorato si è svolto un presidio promosso da Giovani e Palestina (Gep) e Giovani palestinesi d’Italia (Gpi), che segue di pochi giorni la manifestazione di domenica in ricordo della Nakba.  “In questi mesi il Gep Bologna, insieme a diverse realtà e soggettività cittadine-  ha svolto un lavoro di inchiesta e denuncia dei numerosi rapporti che l’Università di Bologna intrattiene con l’entità sionista. Rapporti e progetti che molto spesso hanno a che fare con una ricerca ‘dual use’ utilizzabile cioè sia a fini civile che militari. L’Unione Europea è spesso dietro a questi progetti con generosi finanziamenti nell’ambito di una strategia che vede sempre di più la ricerca e l’università europea guardare con interessa al modello sionista, che da sempre vede il settore dell’università e della ricerca strettamente legato all’industria bellica e all’apparato di sicurezza. In questi mesi le università italiane, dietro un finto pacifismo, stanno partecipando attivamente allo sforzo bellico e al conflitto imperialista che si sta svolgendo sulle spalle del popolo ucraino, intensificando i rapporti con le industrie belliche e svolgendo un lavoro di propaganda e legittimazione dello stato di guerra in corso. La nostra ricerca ha evidenziato come l’Unibo collabora con istituzioni e imprese direttamente connesse con l’implementazione simbolica e materiale dell’apartheid contro il popolo palestinese e con il mantenimento del colonialismo sionista in Palestina. Riteniamo questi rapporti inaccettabili”: da qui la decisione di manifestare oggi durante la riunione del Senato accademico e “ribadire con forza la necessità di una loro immediata interruzione”.

Da piazza Scaravilli il presidio ha deciso di spostarsi in rettorato, racconta il Cua, “trovando però la Digos a sbarrare l’ingresso! Il presidio ha strappato a Federico Condello, protettore delegato agli studenti, la promessa che il foglio presentato verrà discusso in Senato accademico per le prime settimane di giugno, e fare in modo di cessare ogni tipo di collaborazione con il regime sionista”.




Fonte: Zic.it