Dicembre 21, 2020
Da USI-CIT - Unione Sindacale Italiana
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Partecipiamo, non poteva essere diversamente, alla protesta unitaria del Presidio del 15 dicembre, per il mancato pagamento dell’una tantum di 1.000 euro nella busta di novembre.

Ogni diritto acquisito va sempre difeso.

Nello stesso tempo dobbiamo ribadire che se la Direzione Aziendale nell’Istituto della Sacra Famiglia fa il “buono e cattivo tempo”, non rispettando gli impegni in generale, come si lamenta, tutto questo è la conseguenza che tale comportamento autoritario non è stato fermato per tempo.

E’ stato scritto del “danno e la beffa” nel comportamento aziendale. Ci preme sottolineare che la “beffa” è da parte dell’Azienda, mentre del “danno” è complice chi ha sottoscritto quell’accordo che cancella il contratto Aris nell’Istituto della Sacra Famiglia, con la relativa perdita di diritti, dei vantaggi stessi derivanti dal rinnovo del contratto Aris dopo 14 anni e di aver sottoscritto un CIA (Contratto Interno Aziendale) peggiorativo per tutti i dipendenti dell’Azienda.

Come sappiamo i primi sottoscrittori sono stati Cgil, Cisl, Uil + AdL e successivamente la RSU.

Un accordo che ha spezzato il fronte di lotta delle lavoratrici e dei lavoratori, tutt’ora contrastato dal nostro sindacato, dopo la mobilitazione con il ricorso anche per vie legali e all’Ispettorato del Lavoro, come sottoscritto da molti lavoratori, dei cui esiti siamo tutt’ora in attesa.

Oggi paghiamo le conseguenze nel comportamento aziendale: “chi agnello si fa, il lupo mangia”.

Partecipiamo in modo unitario per dar più forza alla protesta, ma nella chiarezza, e gridiamo forte:

RIDATECI I NOSTRI SOLDI!!

Unione Sindacale Italiana   Sanità   –  USI CIT        Cesano Boscone  11/12/2020




Fonte: Usi-cit.org