Giugno 29, 2022
Da Infoaut
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Proseguono le manifestazioni, in tutti gli Stati Uniti, contro la sentenza della Corte suprema che venerdì 24 giugno ha cancellato il diritto all’aborto a livello federale. In questi giorni migliaia di manifestanti pro-aborto hanno preso le strade di New York e Los Angeles, dove la polizia è intervenuta effettuando decine di arresti. A Phoenix cariche di polizia contro i manifestanti che hanno assediato il Senato. A Washington, Greenville in South Caroline e Cesar Rapids in Iowa forti tensioni e fronteggiamenti tra manifestazioni pro e contro l’aborto.

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Intanto un tribunale della Louisiana ha bloccato il divieto di aborto nello Stato dopo la denuncia presentata dal Center for Reproductive Rigths, l’associazione che ha difeso l’unica clinica abortista in Mississippi nel caso “Dobbs v. Jackson Women’s Health Organization”. Gli aborti riprenderanno immediatamente e una nuova udienza è stata fissata per l’8 luglio. In Louisiana – come in Kentucky e South Dakota – il divieto di aborto era entrato in vigore subito dopo la sentenza del massimo tribunale. Anche un tribunale dello Utah ha bloccato temporaneamente il divieto.

Inoltre, ventidue procuratori generali di stati Usa hanno firmato una lettera aperta a difesa del diritto all’interruzione volontaria di gravidanza, impegnandosi a proteggere le donne costrette a spostarsi da uno stato all’altro per ottenere l’intervento. “Useremo tutta la forza della legge per sostenervi”, affermano i procuratori fra i quali quelli di New York, New Jersey, California, Michigan e Maryland. “Continueremo usare tutti gli strumenti legali a nostra disposizione per lottare per i vostri diritti”, aggiungono. In ognuno dei cinquanta stati Usa il procuratore generale è il principale consulente legale del governo e il capo delle forze dell’ordine.

Raffaella Baritono, americanista e docente all’Università di Bologna Ascolta o scarica

Da Radio Onda d’Urto

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Fonte: Infoaut.org