Agosto 19, 2021
Da COMIDAD
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Anche in Italia si parla già di terza dose del vaccino Pfizer-BioNTech (forse “non per tutti”, bontà loro), anzi, si ipotizza persino la vaccinazione annuale. Come a dire che la spesa sanitaria dei prossimi anni sarà praticamente “mangiata” dalle campagne vaccinali. Intanto Pfizer aumenta i prezzi delle dosi, e il direttore dell’AIFA, Nicola Magrini, commenta che in fondo è comprensibile, poiché la multinazionale ha bisogno di fondi per la ricerca sulle “varianti”.
Si tratta di una balla colossale, dato che la ricerca sul “vaccino” (o quello che cavolo è) di Pfizer-BioNTech è stata finanziata con mezzo miliardo di fondi pubblici, in parte del governo tedesco ed in parte della Banca Europea per gli Investimenti (BEI). Che il governo tedesco pensasse solo agli affari di casa propria e della propria multinazionale BioNTech, era logico; ma i soldi della BEI coinvolgevano gli interessi di tutta l’Unione Europea.
C’era quindi la piena legittimità per liberalizzare i brevetti dei vaccini. Ovviamente non è stato fatto: una “vaccinolatria povera” sarebbe infatti una contraddizione in termini. La liberalizzazione dei brevetti dei vaccini potrebbe essere un obbiettivo comune tra i “vaccinolatri” idealisti, che si immaginano nelle loro allucinazioni miliardi di poveri assetati di vaccino, ed i cosiddetti “no-vax”, cioè quelli che sono per vaccinazione su basi effettivamente volontarie; non come adesso, con lo Stato “padrino” che ti fa una “proposta che non puoi rifiutare”.
Nel medioevo ai fraticelli che invocavano una “Chiesa povera”, le gerarchie ecclesiastiche replicavano con l’anatema, spiegando che una Chiesa povera non sopravvivrebbe neanche cinque minuti. Senza denaro la religione non fa proseliti; non perché il denaro li compri, ma perché è il denaro a renderti credibile.
Oggi non viene fornita nessuna spiegazione alla mancata liberalizzazione dei brevetti dei vaccini, ma è chiaro che, senza il business delle multinazionali, la campagna vaccinale perderebbe subito il suo “pathos” ed il suo alone mistico, i media smetterebbero di fare terrorismo ed i governi di fare lobbying, per cui le vaccinazioni procederebbero solo su base volontaria e la vaccinolatria si affloscerebbe. Persino i più puri fraticelli della vaccinolatria improvvisamente perderebbero entusiasmo e fede nel loro dio, senza neppure sapersi spiegare il motivo. Il fatto è che il denaro non è solo business o desiderio di arricchimento personale, è fascino, suggestione sociale, poiché il denaro rende straordinariamente serio, importante e indispensabile, agli occhi di tutti, tutto ciò che tocca.

Generosa e compassionevole con i ricchi e potenti, la vaccinolatria è però spietata con i poveri e i deboli. Un tribunale di Modena ha dato torto a due fisioterapiste di una cooperativa di assistenza che avevano fatto ricorso contro la sospensione senza stipendio per non essersi vaccinate. Il “costituzionalista” Sabino Cassese commenta che il tribunale si è “ispirato” al principio di solidarietà. Cassese ha ormai stampata in faccia un’espressione furbastra da cartomante televisivo, ed in effetti le sue argomentazioni hanno qualcosa di sciamanico. “Datore di lavoro” e lavoratore dovrebbero essere soggetti entrambi alla legge; il datore di lavoro non potrebbe pretendere dal lavoratore niente che non sia previsto dalla legge o dai contratti; una legge di obbligo vaccinale non c’è, quindi non ci sono le condizioni legali per sospendere nessuno, ma viene fatto lo stesso in base alle “ispirazioni”. Grazie alla vaccinolatria il “datore di lavoro” può disporre della vita del lavoratore, ed i giudici plaudono. Tra l’altro ai magistrati nessuno osa chiedere se siano vaccinati o meno: i no-vax sono oggetto di caccia solo nelle categorie deboli, come gli insegnanti.
Il governo potrebbe benissimo istituire per legge l’obbligo vaccinale. L’EMA, l’agenzia europea del farmaco, ha concesso agli attuali vaccini solo un’approvazione condizionata, ma gli Stati potrebbero anche decidere autonomamente di pronunciare un’approvazione definitiva. Il problema è che il governo non vuole affatto muoversi nella legalità. Come si vede nei luoghi di lavoro, la vaccinolatria consente di stabilire gerarchie antropologiche, razze superiori e inferiori: i “competenti” e gli “ignoranti”. quelli che “per il tuo bene” possono importi la vaccinazione e il pass, e sotto la massa sottomessa dei “beneficati”, anche loro però gerarchizzati in vaccinati e no-vax, provvisti di pass e sprovvisti. E poi diamo lezioni di civiltà ai Talebani.

La religione vaccinale si avvia a diventare la nuova visione del mondo, la luce che guida e disciplina le masse amorfe. Sin dall’inizio dell’emergenza chi gestisce e pubblica i dati sulla presunta pandemia è la Johns Hopkins University, un centro gravitazionale di interessi finanziari, dove insegnava anche Ashraf Ghani, il fuggiasco presidente dell’Afghanistan. Dal marzo del 2020 c’è un sito per l’Italia, che dà conto dei dati sui positivi, i guariti-dimessi e i deceduti.
Nel sito Mondo della stessa JHU invece la categoria “recovered” (guariti e dimessi) è stata sostituita con “dosi di vaccino somministrate”. La guarigione quindi non è proprio più prevista, non interessa più a nessuno, si prende in considerazione solo la vaccinazione: è il trionfo della vaccinolatria.

Ringraziamo Mario C. “Passatempo” per la collaborazione.




Fonte: Comidad.org