Dicembre 15, 2020
Da Radio Blackout
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A 15 anni dall’insurrezione che bloccò l’inizio dei lavori per la realizzazione della nuova linea ad alta velocità tra Torino e Lyon, Telt, il general contractor per la realizzazione del nuovo devastante progetto, ha allargato il perimetro del cantiere, arrivando a lambire il presidio No Tav dei Mulini.
Le ruspe sono entrate in azione di notte, mentre l’intera valle è stata serrata in un dispositivo militare impressionante. Tutti gli ingressi alle tante frazioni del paese di Giaglione erano presidiati. I pochi che, durante la notte sono riusciti ad arrivare all’ingresso del paese sono stati bloccati e multati per violazione della disposizioni del DPCM sul Covid 19.
Nei giorni successivi si sono susseguite le iniziative per cercare di contrastare la militarizzazione della Valle. Giovedì 10 dicembre un corteo partito dal Bivio dei Passeggeri in direzione Giaglione, dopo un centinaio di metri è stato investito da lacrimogeni e sospinto indietro.
Domenica 13 dicembre, diverse centinaia di persone si sono date appuntamento a Giaglione per un presidio statico con assemblea. Dopo l’assemblea i manifestanti si sono diretti in corteo per la strada delle gorge in direzione del presidio dei Mulini.
L’intera area era pesantemente militarizzata. A metà della sterrata, come ormai consolidata abitudine poliziesca, la via era sbarrata da un cancello presidiato dalle forze dell’ordine.
Una parte dei manifestanti si è fermata lì, tanti altri, più capaci di affrontare le asperità di un percorso nei boschi dove pullulavano gli uomini e le donne in divisa, hanno imboccato i sentieri. Per ore la polizia ha gasato i manifestanti, che hanno resistito per ore tentando, purtroppo invano, di raggiungere i Mulini.
La lotta non si ferma e si aprono più fronti.
Il sindaci sono stati convocati il 18 dicembre ad una videoconferenza dal Prefetto e presidente dell’Osservatorio sul Tav Palomba, per discutere di compensazioni. I No Tav intendono far pressione sull’Unione dei Comuni, guidata da Pacifico Banchieri, recandosi a villa Ferro durante la conferenza.
Domani a San Didero verrà inaugurato il nuovo presidio No Tav, che sarà punto di riferimento per la lotta contro lo spostamento dell’autoporto da Susa a San Didero per far posto al cantiere Tav.

Ne abbiamo parlato con Franco di Giaglione, da sempre in prima fila nelle lotte.

Ascolta la diretta:





Fonte: Radioblackout.org