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Manifestazione alle 10 da piazza XX Settembre: “Porteremo in strada le lotte contro la guerra e l’economia di guerra, per l’aumento dei salari, un lavoro dignitoso e rispettoso dell’ambiente, la transizione energetica, il diritto a casa, scuola, sanità e trasporti pubblici adeguati e accessibili”. Proseguono, intanto, le mobilitazioni delle/i lavoratrici/ori della Dolce e del Sant’Orsola.

29 Novembre 2022 – 18:21

“Fine del mondo e fine del mese stessa lotta!”. Sciopero generale dei sindacati di base, venerdì, per esprimere “le rivendicazioni dei lavoratori e delle lavoratrici, in questo periodo di crisi dovuto agli effetti di guerra, pandemia, crisi ambientale, energetica e carovita, che sono tutte facce dello sfruttamento capitalista degli esseri umani e della natura”. A Bologna la giornata di sciopero sarà caratterizzato da una manifestazione promossa da Cobas, Sgb, Si Cobas, Usb e Usi-Cit che oggi hanno illustrato le ragioni della mobilitazione con una conferenza stampa nel cortile del Comune. Il corteo partirà alle 10 da piazza XX Settembre per poi attraversare le strade del centro e toccare alcuni “punti particolarmente significativi, come la zona universitaria, la Città metropolitana e le sedi della Camera di commercio e di Confindustria”, prima di concludersi sotto Palazzo D’Accursio: questo perché “il Comune dovrebbe fare molto di più su questa crisi e invece tace, anche perché, al netto della propaganda, ci pare in sintonia con molte politiche portate avanti prima e ora”.

In questi giorni, “mentre il Governo delle destre mostra il pugno duro con i migranti, i giovani, i diritti delle persone LGBTQ+, il diritto all’aborto- scrivono i sindacati- ha già mostrato di voler continuare a lasciare intatti gli interessi dei pochi che in questa crisi si sono arricchiti e si prepara a reprimere il dissenso. Nella manifestazione del 2 dicembre porteremo per le strade di Bologna le tante lotte contro la guerra e l’economia di guerra, per l’aumento dei salari, un lavoro dignitoso e rispettoso dell’ambiente, la transizione energetica, il diritto a casa, scuola, sanità e trasporti pubblici adeguati e accessibili a tutte/i. Infine, in continuità con le mobilitazioni delle ultime settimane, porterà la protesta contro i progetti di speculazione nel nostro territorio, come l’allargamento del Passante di mezzo“.

L’Sgb, nel frattempo, comunica che “continua la lotta delle lavoratrici e lavoratori della cooperativa Società Dolce contro la banca ore, ieri 28 novembre si è svolto un altro presidio/assemblea sotto la sede bolognese della Legacoop firmataria dell’accordo territoriale che prevede tale istituto. I molti partecipanti oltre a ribadire la contrarietà alla Banca ore, alla mancata discussione nel merito di questo cambiamento con tutte le rappresentanze sindacali, ha anche discusso delle condizioni generali dei lavoratori con contratto Coop sociali di cui si è avviato il rinnovo nei prossimi mesi. Durante il presidio siamo stati ricevuti dal dott. Tiziano Tassoni membro della Direzione generale di legacoop al quale abbiamo illustrato in che modo l’istituto della banca ore peggiora le condizioni di lavoro e i salari dei lavoratori e delle lavoratrici delle cooperative sociali ed in particolare siamo entrati nel merito dell’accordo aziendale fatto, in gran segreto, con i sindacati firmatari del contratto da fame delle coop sociali”.

Come Sgb “consideriamo l’interlocuzione con Legacoop importante in quanto abbiamo dato, a detta dello stesso Tassoni, per la prima volta una lettura ed elementi che indicano l’istituto ‘Banca ore’ come peggiorativo delle condizioni di lavoro, cosa che, sempre a detta del responsabile di Legacoop, è sempre stata considerata migliorativa. Pertanto, abbiamo affrontato in specifico la questione della cooperativa Dolce sia nel merito dell’accordo di Banca ore che nel metodo, la mancata convocazione di Sgb alla contrattazione aziendale e la conseguente esclusione dei delegati sindacali; infine, la mancata informazione preventiva a tutti i dipendenti coinvolti in questo cambiamento. Su questo il dott. Tassoni si è reso disponibile a interfacciarsi con la cooperativa a loro associata e verificare i motivi dell’atteggiamento antisindacale tenuto dalla cooperativa. L’incontro si è concluso con un necessario aggiornamento nel merito e più in generale a quando sarà riaperto il tavolo per il rinnovo del contratto provinciale (a cui abbiamo chiesto di essere convocati), cosa che avverrà dopo la chiusura del Tavolo appena riaperto per il rinnovo del Contratto nazionale. A proposito del rinnovo contrattuale nazionale, come Sgb stiamo predisponendo una nostra piattaforma da rivendicare tutti insieme provando a costruire un percorso di lotta e di visibilità dei lavoratori e lavoratrici dipendenti/soci delle cooperative sociali”.

Al Sant’Orsola, infine, “la battaglia che stiamo portando avanti da mesi per quanto riguarda i lavoratori e le lavoratrici in appalto sta iniziando a dare i suoi frutti, nonostante le intimidazioni delle aziende erogatrici dell’appalto”, si legge in un comunicato a firma Lavoratori agitati in appalto del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi, diffuso dall’Adl Cobas: “Dopo che a inizio del mese di novembre ad alcuni dipendenti iscritti al sindacato era stato ‘imposto’ un divieto di prendere le ferie durante il periodo natalizio, agli stessi lavoratori è stato recentemente comunicata l’autorizzazione a svolgere le meritate vacanze. Questa è la dimostrazione che la strada che abbiamo deciso di intraprendere insieme ai lavoratori è quella corretta e che le rivendicazioni che portiamo avanti non sono utopia, ma veri passaggi concreti per avere un lavoro dignitoso, a partire dal diritto al riposo durante le festività e non solo. Lavoriamo per vivere e non il contrario! Evidentemente, però, a Rekeep, Operosa e Copma, le tre aziende facenti parte del consorzio ‘Progetto Sintesi’, non bastava aver tentato di ‘precettare’ i lavoratori per il periodo natalizio, probabilmente per andare a sopperire ad evidenti e palesi carenze di organico, come dimostrano le gravi problematicità che ci vengono segnalate per quanto riguarda lo smaltimento di rifiuti pericolosi e infetti!”.

Facendo riferimento ad alcune foto pubblicate sulla pagina Facebook dell’Adl Cobase Emilia-Romagna, nel comunicato si afferma che “rifiuti potenzialmente pericolosi (con all’interno siringhe, rifiuti organici, materiale da corsia, eccetera)” stazionerebbero “in luoghi dove non dovrebbero stare, creando condizioni non degne di un policlinico eccellenza sanitaria della regione”. Nonostante queste ulteriori problematiche, “che abbiamo provveduto a segnalare al Dipartimento per la prevenzione e la sicurezza negli ambienti di lavoro dell’Ausl di Bologna- continua la nota- le aziende stanno facendo di tutto per fare desistere i lavoratori e le lavoratrici dalla partecipazione allo sciopero, cercando goffamente di precettare interi comparti lavorativi, senza che prima ci fosse un confronto con la Commissione di garanzia degli scioperi. Ennesimo tentativo di intimidazione che rimandiamo ocon forza al mittente. I diritti non si appaltano, e non abbiamo intenzione di abbassare la testa fino a che non verremo ascoltati. Il 2 dicembre scioperiamo, non solo per noi ma per tutti e tutte!”.




Fonte: Zic.it