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La Prefettura aveva comunicato che entro lo scorso fine settimana Cfp avrebbe comunicato un progetto finalizzato a trovare un nuovo impiego per gli 80 lavoratori, ma poi “nulla di nuovo sotto il sole del torrido Ferragosto”, segnalano i Si Cobas, mentre “la politica cittadina è troppo impegnata nella campagna eletterale per poter dare risposte concrete”.

17 Agosto 2022 – 12:08

“La Prefettura di Bologna il 9 agosto a seguito di un tavolo convocato presso la propria sede istituzionale aveva comunicato ufficialmente e con soddisfazione che entro il fine settimana Cfp avrebbe provveduto a comunicare un piano di ricollocazione per tutti gli 80 lavoratori estromessi dagli appalti Ilip. Estromissione che era giunta con una revoca d’appalto comunicata senza alcun preavviso ai lavoratori colpevoli di aver scioperato per l’applicazione del Ccnl di categoria. Il Tavolo di salvaguardia della Città metropolitana riunitosi in data 11 agosto aveva ribadito quanto già affermato dalla Prefettura non assumendosi alcun impegno ulteriore sulla vertenza e definendo l’appuntamento on line di confronto con il Si Cobas e i lavoratori, quale ‘tavolo informale ove tuttavia si registravano le positive affermazioni di Cfp volenterosa di ricollocare tutte le maestranze’. Nulla di nuovo sotto il sole del torrido Ferragosto giungeva però né ai lavoratori né al sindacato che li rappresenta. Nessuna convocazione, né tantomeno alcuna proposta o richiesta di confronto”. Questo l’aggiornamento diramato ieri dai Si Cobas di Bologna e Modena.

“In seguito all’improvvisa revoca dell’appato che ha generato l’espulsione degli 80 lavoratori- continua il sindacato- sono stati convocati tavoli ufficiali da parte delle Istituzioni ai quali tuttavia Ilip non ha mai presenziato (nonostante la convocazione). Tutte le Istituzioni hanno riferito di non aver alcun potere coercitivo verso l’azienda leader del packaging e tuttavia nel contempo nessuno ha mai emesso nemmeno una nota o commento che invitasse Ilip a riconsiderare le proprie scelte a favore delle maestranze, nessuno ha nemmeno mai pubblicamente invitato ILIP nemmeno a riflettere sul proprio operato. ‘Ilip ha preso decisioni incontrovertibili sull’internalizzazione del servizio prima affidato a Cfp’ scriveva nella nota stampa il Tavolo di salvaguardia ammettendo che l’attività non cessava affatto ma che sarebbe continuata con esplicita esclusione dei lavoratori che per 15/20 anni avevano svolto proprio quelle attività!!! La logistica etica a cui la Città di Bologna si riferiva era dunque questa? Ridurre la filiera degli appalti significava buttar fuori i lavoratori dagli appalti e dal loro luogo di lavoro? Il processo di Internalizzazione dei lavoratori in appalto era riferito solo alle attività e non già ai lavoratori? Queste solo alcune delle domande retoriche che vorremmo porre alla politica cittadina troppo impegnata nella campagna eletterale per poter dare risposte concrete ai lavoratori. Dal loro canto i lavoratori non potranno che restare impegnati nella lotta per il mantenimento del loro posto di lavoro”.




Fonte: Zic.it