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La cooperativa di facchinaggio in appalto Cfp promette ricollocazioni a chi lavorava presso quel committente, ma per il sindacato “è un pericoloso precedente” che l’azienda di Valsamoggia cerchi “personale flessibile e precario in sostituzione dei vecchi lavoratori sindacalizzati”. Le/i manifestanti ottengono un tavolo domani a palazzo d’Accursio.

10 Agosto 2022 – 15:05

“In questo momento siamo nella corte di palazzo d’Accursio con i lavoratori della cooperativa Cfp. Il committente, Ilip che in questo caso produce prodotti plastici, ha disdettato (rescisso, ndr) il contratto di appalto alla cooperativa Cfp e nel frattempo assume e internalizza nuovi lavoratori per sostituire chi ha scioperato per richiedere diritti e dignità”. Lo hanno scritto questa mattina i Si Cobas. Durante il presidio, una delegazione dei manifestanti ha avuto un colloquio con l’assessore Daniele Ara, che “si è fatto portavoce con il tavolo di salvaguardia con il sindaco per convocare un incontro domani su questa vertenza. Quindi domani noi avremo questo incontro e poi capiremo quello che succede”, dice al temine una delegata.

“Non c’è nessuna crisi alla Ilip – spiega il sindacato – tant’è che nel periodo di pandemia ha raddoppiato i suoi profitti. Una crisi generale che invece pesa e vuole essere scaricata dal governo e dai padroni a scala nazionale su lavoratrici e lavoratori. La politica bolognese deve farsi carico dei continui posti di lavoro persi su tutto il territorio e soprattutto come in questo caso, nella logica degli appalti e subappalti, non può e non deve creare un precedente pericoloso che gioverebbe solo alle aziende per scaricare i lavoratori che dopo anni di lotte hanno conquistato condizioni migliori. Vogliamo risposte e le vogliamo subito per questi 80 lavoratori che dopo lunghi venti anni di lavoro all’interno del magazzino Ilip oggi vengono scaricati e lasciati a casa solamente perché hanno chiesto di lavorare dignitosamente”.

Ieri si era svolto in Prefettura un nuovo tavolo di mediazione alla presenza dei delegati Si Cobas e della Cfp, in seguito la quale la cooperativa Cfp ha preso l’impegno di “definire un piano di ricollocamento di tutti gli operai, già impiegati in Ilip, in altri cantieri in appalto “.

Tuttavia per i Si Cobas “nonostante la convocazione prefettizia Ilip ha deciso unilateralmente di non presentarsi all’incontro, impedendo di fatto il delinearsi di qualsivoglia risoluzione della problematica e rifiutando anche il minimo confronto”. Alla Prefettura, spiega il sindacato, Ilip ha scritto che avrebbe “proceduto all’internalizzazione delle attività, ma non dei lavoratori, seppur presenti da anni negli appalti. Lavoratori che vengono di punto in bianco scaricati alla Cfp, l’ultima di una lunga serie nella catena di appalti”. Nel frattempo Ilip sta programmando “nuovi colloqui per personale flessibile e precario, prevedendo nuove assunzioni in sostituzione dei vecchi lavoratori sindacalizzati e coinvolti in una vertenza che iniziava con la semplice richiesta di applicazione del contratto nazionale di riferimento senza deroghe”. Insomma, è un “pericoloso precedente”, perché ha revocato l’appalto “in maniera unilaterale e improvvisa, senza alcun confronto con i sindacati, non preoccupandosi delle ricadute occupazionali delle proprie scelte” ed evidenziando “il nesso della sua decisione con la vertenza in atto, quindi in relazione alla richiesta di maggiori diritti dei lavoratori in appalto”.




Fonte: Zic.it