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Il collettivo transfemminista dopo la decisione della Regione: “Più largo è l’accesso all’aborto e meglio è per la nostra libertà di scelta, ma il servizio deve essere realmente garantito”.

30 Dicembre 2021 – 15:45

L’assessorato regionale alla Salute, recependo le raccomandazioni del ministero della Salute, ha emanato nei giorni scorsi una determinazione per autorizzare l’interruzione volontaria di gravidanza con trattamento farmacologico in regime ambulatoriale anche negli spazi dei consultori. Requisiti sono la maggiore età, il certificato rilasciato dal medico e firmato dalla donna, il consenso informato e la gravidanza con datazione ecografica inferiore o uguale a 49 giorni.

Scrive il collettivo Mujeres Libres: “Finalmente la Regione Emilia Romagna recepisce le linee guida ministeriali e annuncia la somministrazione della Ru486 nei consultori (entro 7 settimane, 9 negli ospedali). Più largo è l’accesso all’aborto e meglio è per la nostra libertà di scelta, ma continuiamo a vigilare affinché il servizio sia realmente garantito (in tutte le strutture sanitarie di tutta la regione!) e non si debbano incontrare inutili ostacoli o atteggiamenti giudicanti. E ricordiamoci: la percentuale di medici obiettori nella nostra regione è inaccettabile!  Scrivici se hai bisogno di supporto o vuoi raccontarci qualcosa della tua esperienza!”




Fonte: Zic.it