Luglio 22, 2021
Da Fuochi Di Resistenza
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 Sono trascorsi venti anni dal G8 di Genova, ma è ancora così presente che ci pesa sulle spalle come un masso invisibile che sappiamo di non poterci togliere. Mai sarà possibile trovare sollievo da quel peso atroce, angosciante, claustrofobico che ci schiaccia sul terreno che tentiamo di percorrere immobilizzandoci e annichilendoci. Basta un pensiero e ci ritroviamo in quella tenebra violenta e assurda, in quella situazione così irreale ma così vera da distorcere paesaggi, suoni, colori, pensieri. Insomma, distorce tutto quel che ci mette in relazione con noi stessi, con i pensieri, la cultura e gli ideali. La notte, buia e gelida, che ci avvolge è quella della società che vuole controllare la comunità, schiacciandola, condizionandola, criminalizzandola e manipolandola con violenza.

Sembra incredibile tanta violenza in un luogo civile e invece, noi che li abbiamo vissuti quei giorni, sappiamo che è successo e che si ripete ancora, in continuazione in ogni parte del mondo: è una notte senza fine. Nelle orecchie abbiamo ancora le urla e i boati, e negli occhi gli sguardi di chi chiedeva aiuto e quelli allucinati di chi massacrava la gente. La potenza simbolica di Genova 2001 è totale, paradigmatica, ha in sé il tutto delle contraddizioni bestiali della società capitalista con tutti i suoi eccessi e le sue psicopatologie di massa.

Non ero a Genova, ero in tribunale per divorziare, ma mi informavano delle atrocità assurde compagni di varie città. Così me la porto dentro questa tenebra come se ci fossi stato; la potente urgenza di raccontarla mi tiene in scacco e me la fa spandere attorno a me. La foga del discorso si carica di simboli e i riti. Evoca la voce di un dolore devastante e disperato che mi risucchia e nel quale mi dibatto. La sofferenza si materializza nel linguaggio sghembo, argotico: il mio cuore piange, la mia mano prova a scrivere.

Tragedia che solo un linguaggio globale, epico ma antiretorico, che si carica di forza politica eversiva può testimoniare quella cronaca reale e produrre in noi un dolore che bisogna lasciar dilagare nell’anima senza opporvisi, per essere consapevoli del nostro essere. Una sofferenza che per essere narrata ha bisogno di fisicità, di movimento dolente ma non dei miti e della retorica che i vari leader, della cosiddetta sinistra asserviti al regime. Ci furono delle responsabilità enormi degli organizzatori nella gestione di quelle giornate, che accettando la dialettica delle Questure e usando gli stessi paradigmi dei partiti, non hanno tutelato la gente e permesso che la Polizia “operasse”.

Di fatto, è stato servito su un piatto d’argento il materiale umano per la repressione esemplare e feroce, che è diventata il giornalismo tossico della comunicazione di massa per il popolino, perbenista e qualunquista, che auspicava galera per tutti quelli vestiti di nero.  Eroi Achei o Partigiani antiretorici, con lo Sten ad armacollo in montagna con Meneghello, non avrebbero lasciato che la macelleria si perpetrasse. Non avrebbero lasciato che la gente dormisse alla Diaz perché lo sapevano che lo stato di diritto era saltato. No, loro hanno pensato solo alla loro visibilità e convenienza politica, usando esattamente la stessa logica del capitale.

Ogni uomo si dovrebbe togliere le viscere e porgerle con coraggio per dire che la politica capitalista è l’assassinio di Carlo Giuliani, è la Diaz, è Bolzaneto, è il poliziotto qualunquista e fascista, è il pennivendolo e anchorman televisivo venduto. Null’altro ci si doveva aspettare e i prodromi di quanto successo, si erano già visti a Brescia e a Napoli con il governo D’Alema.

La macelleria di Genova 2001 è la macelleria che mi ha devastato, quella che ho cercato di vivere con più coscienza, quella che mi ha fatto sentire un disertore perché non c’ero, ma è stata una delle tante che si susseguono senza soluzione di continuità e con rituali sempre più raffinati. Di sangue proletario ne è sempre scorso a fiumi talmente grandi che non si può nemmeno elencare tutto.

Questo è il capitalismo e così sarà finché la notte delle coscienze non finirà.

Soundtrack:

John Zorn-Kristallnacht – Never again

The Durutti Column – LC – The Missing Boy

Achie Shepp – Attica Blues – Ballad for a boy­­

(Rinaldo)

 



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Fonte: Fuochidiresistenza.noblogs.org