Gennaio 26, 2022
Da Il Manifesto
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La teleconferenza su Zoom delle imprese italiane con Putin era stata fissata a novembre ma non poteva essere più improvvida. Creando un vero vespaio a livello internazionale con critiche da parte del Dipartimento di stato di Washington e della commissione europea da Bruxelles che l’ha definita «inopportuna» e «indelicata».
La Camera di commercio italo-russa guidata da Vincenzo Trani – imprenditore napoletano vicino a Matteo Renzi tanto da nominarlo nel cda della sua società di car sharing Delimobil – e da Marco Tronchetti Provera di Pirelli non ha indietreggiato nemmeno dopo le pressioni di palazzo Chigi. Nel pieno della crisi Ucraina il gotha dei capi azienda italiani ha discusso per due ore e mezza con Vladimir Putin e mezzo governo russo: ben otto ministri.
Se il Financial Times ieri rivendicava di essere riuscito con la sua denuncia della gravità della riunione in ottica atlantica a far ritirare la presenza già assicurata agli amministratori delegati di Eni Claudio De Scalzi e di Generali Philippe Donnet, neanche «l’indicazione diretta di palazzo Chigi ai vertici delle aziende partecipare a non intervenire» è stata accolta dall’ad di Enel Francesco Starace.
Naturalmente la questione ucraina non è stata argomento di discussione, ma la mossa diplomatica russa è stata un successo. Proporzionale al silenzio ieri di coloro che criticarono le posizioni filo russe di molti esponenti del governo giallo verde Conte uno con Salvini, Savoini e Frattini.
Le imprese italiane dunque si schierano fermamente contro le sanzioni atlantiche contro Mosca, a partire dall’esclusione dal sistema bancario Swift. Lo fanno per mero calcolo di convenienza, senza alcun giudizio geopolitico o etico.
Conferenza privata, dunque. E contenuti che sono stati spifferati dai partecipanti, in primis dai media russi contenta di dare notizia della «sintonia con le principali aziende di uno dei paesi europei più importanti».
Le rassicurazioni di Putin sono partite dal tema economico più caldo: il caro bollette. «Le aziende energetiche italiane continuano a lavorare con Gazprom sulla base di contratti a lungo termine e oggi sono in grado di acquistare gas a prezzi inferiori, direi molto inferiori ai prezzi di mercato, i cosiddetti prezzi spot di mercato, che sono aumentati significativamente tra l’inverno freddo e le carenze di approvvigionamento». Il presidente ha poi definito la Russia un «fornitore affidabile di gas».
Putin ha sottolineato che «l’Italia è il terzo paese europeo per interscambio commerciale con la Russia». Durante il periodo della pandemia a causa del mancato ricoscimento del vaccino Sputnik « la situazione non ha permesso di realizzare nuovi progetti e iniziative, ma «possiamo dire con soddisfazione che i nostri paesi sono riusciti a mantenere la cooperazione economica ad un livello piuttosto alto».
In ballo naturalmente ci sono cifre iperboliche di commercio estero. «Gli investimenti delle imprese italiane nell’economia russa sono pari a circa 5 miliardi di dollari, mentre quelli russi in Italia sono stimati a circa 3 miliardi di dollari». L’Italia è il terzo per interscambio commerciale in ambito Ue, con un valore totale di oltre 20 miliardi di dollari solo nei primi nove mesi del 2021, con oltre 500 aziende a capitale italiano attive nel mercato russo.
«Il business è un eccellente argomento che distrae dalle tematiche che possono essere causa di conflitto – ha commentato a fine riunione Vincenzo Trani – . È stato un dialogo “uno a uno” con ogni imprenditore. Il presidente russo si è impegnato ad assicurare tranquillità e stabilità. Il dialogo economico-imprenditoriale tra Italia e Russia» è «fondamentale», e deve quindi continuare «lasciando da parte la retorica politica».




Fonte: Ilmanifesto.it