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Viviamo in un mondo dove nulla è a misura dell’uomo; c’è una sproporzione
mostruosa tra il corpo dell’uomo, lo spirito dell’uomo e le cose che costituiscono
attualmente gli elementi della vita umana; tutto è squilibrio. Non esiste categoria,
gruppo o classe di uomini che sfugga a questo squilibrio divorante, ad eccezione
forse di qualche isolotto di vita più primitiva.

Mediante la sua partecipazione reale, attiva e naturale all’esistenza
di una collettività che conservi vivi certi tesori del passato e certi presentimenti
del futuro, l’essere umano ha una radice. Partecipazione naturale, cioè imposta
automaticamente dal luogo, dalla nascita, dalla professione, dall’ambiente. Ad ogni
essere umano occorrono radici multiple. Ha bisogno di ricevere quasi tutta la sua
vita morale, intellettuale, spirituale tramite gli ambienti cui appartiene naturalmente.

Si può intendere per libertà qualcosa di diverso dalla possibilità di
ottenere senza sforzo ciò che piace. Esiste una concezione ben diversa della libertà,
una concezione eroica che è quella della saggezza comune. La libertà autentica non
è definita da un rapporto tra il desiderio e la soddisfazione, ma da un rapporto
tra il pensiero e l’azione”.

Disporre delle proprie azioni non significa affatto agire arbitrariamente;
le azioni arbitrarie non derivano da alcun giudizio e, se vogliamo essere precisi,
non possono essere chiamate libere. Ogni giudizio si applica a una situazione oggettiva,
e di conseguenza a un tessuto di necessità. L’uomo vivente non può in alcun caso
evitare di essere incalzato da tutte le parti da una necessità assolutamente inflessibile;
ma, poiché pensa, ha la facoltà di scegliere tra cedere ciecamente al pungolo con
il quale essa lo incalza dal di fuori, oppure conformarsi alla raffigurazione interiore
che egli se ne forgia; e in questo consiste l’opposizione tra servitù e libertà.

Perché tutto il resto può essere imposto dal di fuori con la forza, compresi
i movimenti del corpo, ma nulla al mondo può costringere un uomo a esercitare la
sua potenza di pensiero, né sottrargli il controllo del proprio pensiero.




Fonte: Achatnuarproduction.blogspot.com