Aprile 22, 2022
Da Radio Blackout
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Dall’inizio del conflitto in Ucraina siamo sottoposti a un sovraccarico di informazioni e analisi geopolitiche di ogni risma. In mezzo al caos mediatico le voci di cui più abbiamo sentito l’assenza sono quelle di persone, collettivi ed esperienze che si stanno organizzando concretamente per rispondere alla guerra.

Dopo le prime puntate degli scorsi venerdì, vogliamo dare continuità ad un approfondimento controinformativo che metta al centro le voci e le esperienze di solidarietà, mutualismo, diserzione, critica e resistenza varie che si muovono dentro, contro e attorno al conflitto. Abbiamo ricevuto complimenti e critiche, pensiamo di aver innalzato una serie di contraddizioni, ed è proprio questa la motivazione che ci spinge ad andare avanti.

Oggi una puntata diversa dalle solite, in cui andiamo a sentire le voci di chi si è mosso verso l’Ucraina tramite la Carovana Internazionalista partita da Torino per portare solidarietà e per conoscere con i propri occhi sia le realtà colpite dalla guerra, sia le compagne ed i compagni che per settimane abbiamo ascoltato da questi microfoni e che resistono ogni giorno in un contesto difficile, contradditorio e rischioso.

Un racconto a caldo, che non ha alcuna pretesa di esaustività, ma che vuole servire da primo riscontro di quello che è stato un viaggio solidale ricco, intenso, denso a livello politico e umano, che ha chiarito molti punti e ha alimentato altri dubbi.

Un modo per provare a dare a tutt* elementi di lettura critica sul conflitto in corso e soprattutto sulle forme di autorganizzazione, solidarietà e autodifesa armata che si sono sviluppate dall’inizio della guerra in Ucraina contro l’aggressione Russa e come scelta di esistenza attuale e futura.

Come sempre, l’introduzione poetica di Nazim Hikmet letta dal nostro tecnico-intellettuale:


L’introduzione alla puntata:

Il racconto di come è nata questa carovana, dove è andata, chi ha incontrato, che aiuti ha portato, cosa ha visto e come si è sentita a livello umano e politico. Dal confine Polacco, a Lviv, fino a Kyiv e ai villaggi a nord della capitale devastati dalla guerra:

Una spiegazione di chi sono e come si strutturano le milizie di difesa territoriale nell’esercito ucraino in cui diverse compagn* sono entrate e stanno cercando di creare dei battaglioni armati in cui applicare metodi antiautoritari, all’interno comunque di un contesto di guerra con tutte le sue dinamiche e gerarchie:

Qui proviamo a fare un quadro delle spinte nazionalistiche che abbiamo visto con i nostri occhi a livello di propaganda interna da parte dell’Ucraina, dalle bandiere del Partito Nazionalista Ucraina ai cartelloni con frasi che inneggiano all’arruolamento, sino all’utilizzo di qualsiasi elemento storico in chiave anti-russa, e facciamo un paio di riflessioni (a partire da quanto ci hanno raccontato le compagn* ucraine) su quanto a livello sociale e politico questo spinto nazionalismo sia realmente sentito dalla popolazione e quanto significhi adesione ad istanze naziste:

Qui ci chiedono una domanda fondamentale: partendo da una posizione disfattista maggioritaria in Italia da parte dell* compagn* anarchiche in relazione alle prospettiva di lotta future dei compagni Ucraini, cosa ci portiamo a casa dall’incontro dal vivo con quelle realtà? Cambia questo disfattismo evolvendo in una fiducia e consapevolezza politica futura?

Concludiamo con un contributo che cerca di focalizzare il discorso su quale nemico i compagn* ucraini stanno combattendo, soprattutto in un confronto con le istanze e le dinamiche di lotta qui da noi in Italia. Si parte da una analisi del contesto politico Ucraino post-Maidan, con l’ascesa di gruppi di destra in forme strutturate e militari. Ma quanto è nazificata realmente la società civile Ucraina, e quanto questo incide sulle prospettiva di lotta in cui operano le compagn* ucraine? E poi come si strutturano i battaglioni di compagn* in relazione a questo contesto?

Ricordiamo come questo contributo è solo il primo e parziale di una serie di iniziative di restituzione e di discussione collettiva. Anche i partecipanti alla carovana necessitano di discussioni e riflessioni collettive per digerire tutte le informazioni, tensioni e suggestioni recepite tramite i compagni e le realtà viste.

Un ringraziamento a tutt* le persone intervistate e che hanno reso possibile la Carovana Internazionalista Solidale, a chi ha supportato con benefit, con appoggio e vicinanza umana, con la comunicazione, questa esperienza di informazione e solidarietà.

Ma soprattutto un ringraziamento enorme alle compagne e compagni in Polonia, in Ucraina e dovunque lungo tutto il nostro percorso, che ci hanno accolto con infinita disponibilità e collaborazione umana e politica. A loro, tutto la nostra solidarietà e un grande abbraccio. 

Stay tuned su RadioBlackout 105.250!

Contatti, informazioni e riferimenti per sostenere le realtà incontrate in Ucraina e come rimanere in contatto:

Qui una pagina della Carovana Internazionalista con le motivazioni politiche, l’appello iniziale, gli aggiornamenti, le foto e i racconti giorno per giorno:

Sito di Operation Solidarity

e telegram

Telegram del “Comitato di Resistenza di Kyiv”

https://t.me/theblackheadquarter

Per sostenere Operation Solidarity tramite la Croce Nera Anarchica di Dresda

Sito di riferimento politico per Lviv Social Movement (in inglese)

Qui un breve documentario fatto da un compagno greco che spiega le motivazioni e il contesto politico di sottofondo alla scelta di anarchich* di combattere, o sostenere chi combatte, a livello armato contro l’invasione Putiniana.




Fonte: Radioblackout.org