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Davanti alla sede dell’Ausl, oggi pomeriggio, lavoratrici/ori dei nidi e della scuola in presidio con Sgb in vista dell’imminente apertura dello stato di agitazione di tutto il comparto: “Le nostre proposte concrete e fattibili ignorate, istituzioni più interessate alla propaganda che alla soluzione concreta dei problemi”. Ottenuto incontro nei prossimi giorni.

15 Aprile 2021 – 20:32

Lavoratrici e i lavoratori dei nidi e della scuola in presidio davanti alla sede dell’Ausl in via Castiglione, oggi pomeriggio, su iniziativa dell’Sgb. “Dopo le vacanze pasquali abbiamo assistito all’ennesima riapertura delle scuole ad immutate condizioni esterne ed interne agli istituti relativamente all’emergenza epidemiologica in atto. Nell’attesa dei risultati di una campagna vaccinale che stenta a decollare in quasi tutto il Paese (e mentre i mezzi di trasporto continuano ad essere affollati) i bambini, gli studenti e i lavoratori della scuola dovranno continuare a fare i conti con le classi numerose spesso stipate in ambienti angusti e scarsamente aerati”, ha scritto il sindacato di base illustrando le ragioni della mobilitazione. “La tracciabilità che avrebbe dovuto garantire un monitoraggio e una prevenzione importante, non è mai sostanzialmente partita, mentre la campagna vaccinale è estremamente caotica e va a rilento. Molto spesso ai problemi di carattere internazionale legati alla difficoltà di reperimento dei vaccini che vengono distribuiti in base agli interessi delle multinazionali, si sommano quelli di una debolezza strutturale del sistema scolastico impoverito da decenni di politiche sbagliate e privatistiche, nonché quelli di una cattiva gestione istituzionale più interessata alla propaganda che alla soluzione concreta dei problemi”.

Sgb ha riferito di aver “ricevuto disponibilità da parte del direttore Bordon e del dott. Pandolfi direttore igiene epidemiologica sanità pubblica a un incontro nei prossimi giorni” e di un incontro nel pomeriggio in Comune con il capo di gabinetto Valerio Montalto volto a porre “per l’ennesima volta la piattaforma” del sindacato “che richiede di modificare il servizio focalizzando sull’obbiettivo di avere sezioni meno numerose”.

Scrive inoltre Sgb: “Perfettamente consapevoli di quanto, a lungo andare, sia insostenibile (soprattutto per i soggetti più deboli) la Didattica a distanza, abbiamo avanzato proposte concrete e fattibili in tutte le istanze possibili trovandoci di fronte a muri di gomma in cui la ricerca reale della soluzione dei problemi semplicemente rimbalzava. Forti della linearità del nostro agire che si è scontrato anche con la demagogia di chi, sostenuto dalle lobbies economiche del nostro paese, ha ripetutamente chiesto l’apertura della scuola ‘a prescindere’ e chi, come i sindacati ‘professionali’ ha cercato di scaricare le situazioni di rischio sulle categorie che operano nella scuola meno tutelate contrattualmente; non intendiamo proprio ora rinunciare a denunciare le condizioni di insicurezza dell’attuale scuola in presenza”. Con il presidio davanti all’Ausl, quindi, l’Sgb ha inteso “illustrare le ragioni di un imminente stato di agitazione che sarà aperto in tutte le categorie del mondo scolastico: scuola statale, enti locali, cooperative in appalto. Senza investimenti nel personale e nell’edilizia scolastica non c’è sicurezza e non c’è qualità dell’istruzione pubblica. Non basta protestare contro la didattica a distanza. Sgb continua a rivendicare per la fase conclusiva dell’anno scolastico: il miglioramento della campagna vaccinale; l’intensificazione dei controlli preventivi e del tracciamento dei contagi; la maggiore tempestività dell’intervento delle Asl per la messa in quarantena di alunni e lavoratori; in nidi e materne formazione dei piccoli gruppi con totalità del personale in compresenza e orario ridotto”. Per il prossimo anno scolastico, poi, il sindacato chiede: “Investimenti massicci negli spazi scolastici; stabilizzazione di tutti i precari; aumento degli organici per dimezzare il numero di alunni per classe; internalizzazione degli educatori e di tutti i lavoratori in appalto”.




Fonte: Zic.it