Luglio 31, 2021
Da Terre In Moto
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NO AL GREEN PASS E AL MONDO CHE RAPPRESENTA

Che cos’è il green pass se non l’ennesimo tentativo di creare un mondo di esseri umani asettici e separati la cui unica possibilità per interagire tra loro e con il mondo che li circonda potrà essere esclusivamente uno smartphone e le sue evoluzioni negli anni a venire?
Vogliamo ribadire che siamo contro il green pass sia che questo lascia passare sia obbligatorio o su base volontaria, perché esso rappresenta un’idea di mondo ben precisa: quello che legittima la discriminazione e la segregazione del “diverso” e di chi non vuole rassegnarsi alla cieca obbedienza. Ci opponiamo in toto al green pass e alla vaccinazione di massa in corso, perché la sola esistenza di un passaporto digitale o il fatto che si possano sperimentare terapie geniche quali sono gli attuali vaccini vuol dire legittimare la messa in opera di un mondo che vorrebbe tracciare e analizzare ogni aspetto delle nostre esistenze, un mondo che si apre all’ingegneria genetica, che punta a modificare noi stessi e che attacca i corpi di tutti. Quelle che vengono spacciate come “libere scelte individuali” hanno per forza di cose conseguenze che vanno ben oltre il fatto di possedere o meno un determinato oggetto o strumento. Senza voler aprire un dibattito, semplicemente per fare un esempio il più chiaro possibile, il fatto di scegliere di avere un’automobile (che sia a combustibile fossile o elettrica non fa differenza) ha delle conseguenze ben più ampie della nostra sfera personale: la devastazione ambientale causata dall’estrazione di petrolio e dei vari metalli; lo sfruttamento lavorativo di uomini, donne e bambini del Sud del mondo costretti a lasciare le proprie case e naturalmente l’enorme impatto ambientale su più livelli che interessa chiunque, anche chi sceglie di non possederne una.

Anche se continuano a denigrare il parallelismo tra ciò che sta accadendo e ciò che accadeva nei regimi novecenteschi, a chi non è stato ancora espropriato il buonsenso è evidente che stiamo entrando in una dittatura peggiore di quelle di vecchio stampo, soprattutto perché non la si percepisce come tale. 
Basta guardare la squadra messa al governo per farci un’idea del tipo di amministrazione da qui in avanti: una gestione di tipo militare con tecnici e scienziati che valuteranno chi e cosa sarà da salvare o condannare. Le restrizioni a cui siamo sottoposti da più di un anno ci stanno facendo assimilare atteggiamenti che resteranno parte integrante del nostro essere anche in futuro. Ci stiamo abituando al fatto che per potersi spostare si debba essere scannerizzati con vari mezzi (termometri, telecamere, etc) o possedere un lasciapassare.
Gli effetti psicologici provocati dal distanziamento sociale sono già evidenti sia nei bambini sia negli adolescenti (depressione, ansia etc..) che oltre ad essere stati privati quasi totalmente di ogni possibile momento di socialità non mediata da apparecchiature tecnologiche hanno dovuto pure subirsi la didattica a distanza, il tutto sempre sotto la bandiera della sicurezza e con la pantomima che vuole convincerci che ci sia una volontà di un ritorno alle lezioni “in presenza”. Nel frattempo la scuola si fa sempre più smart grazie anche all’intelligenza artificiale applicata all’insegnamento, senza curarsi minimamente del fatto che i ragazzi faticano ad apprendere circondati da automatismi, dispositivi e insegnanti trasformati in tecnici sanitari. Per far prevalere l’intelligenza artificiale si vuole far regredire l’intelligenza (perlomeno quella sociale, ma non solo) delle persone, quella che nasce dalla relazione e dall’esperienza individuale e collettiva. 
Non vogliamo la loro devastante normalità fatta di sfruttamento e devastazione ambientale di prima e non vogliamo la loro normalità digitale e ingegnerizzata geneticamente di adesso. 
Chi ha ridotto il mondo ad un laboratorio sperimentale non può avere la nostra fiducia, specialmente se si tratta di aziende farmaceutiche che hanno alle spalle una lunga storia fatta di genocidi: la Bayer ha ampiamente sfruttato l’opportunità di collaborare coi nazisti per portare avanti le proprie ricerche a discapito di un numero incalcolabile di persone nei campi di concentramento, ma anche gli altri grandi nomi che oggi come ieri  si spacciano per salvatori dell’umanità attraverso quelle che chiamano campagne vaccinali a scopo umanitario sperimentano nei paesi più poveri come Africa, Sud America e India, incuranti dei danni che provocano a intere comunità, come ampiamente raccontato dalle cronache. Bill Gates che ormai da anni investe grandi somme di denaro nei vaccini e che promuove campagne vaccinali nel Sud del mondo e ovunque è anche il principale finanziatore dell’OMS: il conflitto d’interesse appare evidente. 
Oltre a tutto questo non dobbiamo sottovalutare gli enormi introiti che le case farmaceutiche hanno accumulato finora e che le ha messe nella posizione di poter piegare al loro volere l’intero pianeta, stati e governi compresi.

Al distanziamento sociale rispondiamo con l’incontro, alla loro intelligenza artificiale rispondiamo con il pensiero critico, alla paura rispondiamo con il coraggio della lotta e della resistenza da sviluppare ovunque sia possibile sia in modo collettivo che individuale, ma che sia sempre totale e mai settoriale e soprattutto che sappia riconoscere negli oppressori di ieri quelli di oggi!!




Fonte: Terreinmoto.org