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I familiari, esprimento profonda preoccupazione, diffondono due scritti inviati dallo studente incarcerato in Egitto: “Ho ancora problemi alla schiena e ho bisogno di un forte antidolorifico ed erbe che mi aiutino a dormire meglio. Dall’ultima udienza, il mio stato mentale non è buono”.

13 Dicembre 2020 – 13:35

La famiglia e gli amici di Patrick, lo studente dell’Alma Mater detenuto da febbraio nelle carceri egiziane per reati di opinione, hanno ricevuto e diffuso due sue lettere datate 22 novembre e 12 dicembre: “Esprimiamo la nostra profonda preoccupazione  – scrivono – per la salute mentale e fisica di Patrick. Chiediamo il suo immediato rilascio per l’assenza di legittime giustificazioni per la sua detenzione cautelare e per l’impatto sempre più negativo della sua prigionia su di lui.  Chiediamo il rilascio immediato di Patrick prima che la sua salute fisica e mentale peggiori più di quanto abbia già fatto”.

Sulla lettera più recente, scritta come l’altra in arabo, Zaky ha aggiunto in italiano: “Grazie per il supporto”. Recita poi il testo:”Spero che stiate tutti bene. Voglio avere notizie sulla salute della mia famiglia e su tutti i miei amici in Egitto. Naturalmente, le recenti sentenze sono deludenti e come al solito, incomprensibili. Ho ancora problemi alla schiena e ho bisogno di un forte antidolorifico ed erbe che mi aiutino a dormire meglio. Dall’ultima udienza, il mio stato mentale non è buono. Continuo a pensare all’università e all’anno che ho perso senza che nessuno capisse il motivo di tutto questo. Voglio mandare il mio amore a tutti i miei compagni di classe e amici di Bologna. Mi manca molto la mia casa, le strade e l’università. Speravo di trascorrere le vacanze con la mia famiglia ma questo non succederà per la seconda volta a causa della mia detenzione”.

Questa la lettera precedente:  “Cari miei, spero che stiate tutti bene e in buona salute. Invio il mio amore alla mia famiglia e a tutti i miei amici e persone care. Ieri ero in tribunale, ma niente è nuovo, è sempre la stessa storia. Naturalmente ho passato troppo tempo qui dentro e diventa sempre più pesante ogni giorno, ma ci sto provando. Ho perso l’occasione di sostenere gli esami per il secondo semestre di fila… e sinceramente, questo è una delle cose che costantemente mi preoccupano di più. Voglio mandare il mio affetto ai miei compagni di classe di Bologna e ringraziare tutti gli amici di Granada e Siviglia. Spero di poter tornare all’università, dai compagni di classe e a casa il più presto possibile”.




Fonte: Zic.it